Il presidio
A Cecina lockdown da due settimane: cittadini esasperati
Il sindaco Samuele Lippi aveva chiesto il provvedimento e ora sembra avere tutti contro Il medico del 118 locale: «Capisco i colleghi versiliesi»
viareggio. Se il nuovo tipo di lockdown è quello visto a Cecina nelle ultime due settimane, non c’è da essere molto ottimisti. Nella cittadina livornese, che tutto sommato può essere paragonata a Viareggio per tipologia di comunità, gli effetti della zona rossa sono per ora decisamente negativi. Da amministratori e personale sanitario la valutazione che viene fatta sui contagi è molto cauta, per non dire pessimista: non si vede un abbassamento della curva, nemmeno dopo una settimana di chiusura delle scuole. Ma soprattutto si spiega che la cittadinanza non ne può più, di fatto rendendo poco efficaci le restrizioni.
La comunità sembra esasperata e a farne le spese è il sindaco Samuele Lippi, che aveva chiesto il provvedimento dopo la scoperta di alcuni focolai di variante inglese: ora sembra avere tutti contro. «La curva dei contagi per ora non mostra miglioramenti apprezzabili: mi chiedo cosa sarebbe successo se non avessimo fatto la zona rossa – dice Lippi – Nel frattempo qua fuori mi stanno contestando opposizioni e commercianti (sta parlando dal Comune, ndr). Ho perso consiglieri comunali, mi hanno massacrato». La zona rossa scadrà venerdì: vista la situazione, Lippi non si prenderà la briga di chiedere in prima persona il rinnovo del provvedimento.
Uno dei problemi è che questa forma di zona rossa non è totale e quindi non sta dando i risultati di un lockdown come quello della primavera 2020. «Queste scelte – dice Riccardo Ristori, medico in servizio al 118 e al Pronto soccorso dell’ospedale di Cecina – sono sempre complicate. A essere sinceri la pressione sul nostro ospedale è ancora alta, ma è una pressione che al momento riusciamo a tenere sotto controllo. I ricoveri continuano e anche gli accessi al Pronto soccorso non sono diminuiti, com’era avvenuto un anno fa». Secondo Ristori «i cittadini sono molto stanchi e io, dico la verità, li capisco. Anche chi se la passava bene economicamente viene penalizzato in un modo che forse non ci saremmo aspettati». A Viareggio la situazione è stata diversa rispetto a Cecina: le istituzioni hanno cercato di evitare il più possibile il provvedimento, salvo arrendersi al fatto che i casi aumentavano vertiginosamente e gli assembramenti, oltre che il giro delle seconde case, non si fermavano. Nel frattempo i medici dell’ospedale chiedevano di intervenire. «Capisco i colleghi versiliesi, se la situazione è questa è giusto chiedere provvedimenti – conclude Ristori – E Viareggio, per quanto riguarda il giro di persone che la frequentano, non è Cecina. Ma ho l’impressione che dobbiamo trovare una forma di convivenza col virus fino a che non saremo vaccinati». —
M.T.
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