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Versilia

Ciclabile Tirrenica: devono poter passare anche i mezzi di soccorso

Donatella Francesconi
Ciclabile Tirrenica: devono poter passare anche i mezzi di soccorso

Tutti i parametri da soddisfare secondo il progetto del percorso che si snoda da Ventimiglia a Civitavecchia

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Donatella Francesconi

viareggio. Indicazioni precise – nel progetto per la Ciclovia Tirrenica – su come realizzare il percorso e di quali dotazioni di arredo lo stesso deve essere fornito. Immaginiamo, dunque, il “sentiero” che collega Viareggio a Torre del Lago correndo tra le dune del parco naturale di Migliarino San Rossore Massaciuccoli. Iniziando dal fondo stradale, la prescrizione è che nelle aree di pregio paesaggistico, caratterizzate da particolari elementi di naturalità, vengano realizzate «pavimentazioni in terre stabilizzate o misto stabilizzato di cava. E quando si renda necessario, utilizzare tipologie di fondo ad alta permeabilità, in relazione alle caratteristiche dei terreni sottostanti». L’area dunale è un’area umida protetta dalla normativa dalla Comunità che vi ha investito fondi per il ripristino e la conservazione. Che non può essere, dunque, alterata.

Per quanto riguarda il fondo stradale, nel progetto si legge ancora: «Il tipo di fondo da prescegliere, compatibilmente con la tutela delle aree di particolare pregio, deve possedere adeguati livelli di compattezza, scorrevolezza, aderenza. Gli interventi di adeguamento e di manutenzione dei percorsi esistenti devono ripristinare tali livelli, eliminando buche e avvallamenti». E, infine: «tutte le superfici dei percorsi dovrebbero essere percorribili tutto l’anno con condizioni climatiche tipiche della regione, con eccezione della neve, per ciclisti da trekking o da turismo. Le superfici dovrebbero essere lisce e stabili in modo durevole: sarebbe ideale se fossero asfaltate lastricate. Eccezionalmente si può usare materiale disaggregato se viene compattato per renderlo livellato».

Lungo il percorso devono essere previste «aree di sosta attrezzate, prediligendo ambiti ombreggiati e panoramici adiacenti ad ambiti di pregio naturalistico e paesaggistico». Tra le dune vivono, si riproducono e nidificano specie anche rare. Pensare ad aree di sosta tra le dune non è facile, in un contesto di questo tipo.

L’illuminazione è prevista «nei tratti urbani e periurbani», con «pali di media altezza e riflettori a led di tipo semplice e lineare, posizionati ad almeno 20 centimetri all’esterno del percorso». Rimane da capire come viene considerato il tratto nel Parco naturale che però parte e arriva in due zone vissute e popolate soprattutto in estate.

Tra i parametri da soddisfare ce n’è sicuramente uno relativamente al quale il percorso tra le dune lascia molto a desiderare, come dimostrano i furti ripetuti denunciati anche negli ultimi giorni. Il progetto prevede infatti che «l’intero percorso dovrebbe soddisfare le esigenze di sicurezza sociale». Per cui, «territori con problemi ambientali o sicurezza sociale limitata vengono valutati negativamente. La sicurezza sociale può essere pregiudicata da un’alta criminalità, da animali pericolosi in libertà». Due variabili ben presenti nella pineta tra Viareggio e Torre del lago.

Ancora in termini di sicurezza, c’è un altro parametro che viene considerato fondamentale e che fa a pugni con l’area tra le dune: «Per la sicurezza dell’itinerario riveste particolare rilievo la sua capacità di consentire ai mezzi di soccorso di accedervi per operare con la massima rapidità ed efficienza. È quindi necessario che i mezzi di soccorso possano percorrere la ciclovia e/o il percorso escursionistico utilizzando un adeguato numero di punti di accesso dalla rete viaria motorizzata». Per essere in regola con questo parametro bisognerebbe far passare le ambulanze attraverso la pineta. Impresa decisamente complessa. —

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