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Il decreto Sostegni beffa gli hotel della Versilia: «Va cambiato»
Bracciotti (Federalberghi): «Il Governo non tiene in considerazione le perdite». Si chiede di modificare la bozza e anche una campagna vaccinale per i dipendenti
Lido di camaiore. Non convince la bozza del decreto Sostegno che verrà presto approvata dal Governo. Ad avere dubbi sono gli albergatori di casa nostro che vengono di fatto beffati sul calcolo dei contributi che verrà fatta solamente su alcune mensilità, ovviamente non dell’alta stagione come la intendiamo in Versilia ed esclude le nostre imprese. A sollevare la questione sul territorio, come è stato già fatto in altre parti d’Italia dai suoi omologhi, è la presidente di Federalberghi Versilia Maria Bracciotti che vuole sottolineare l’iniquità della decisione chiedendo che la bozza venga rivista prima della sua approvazione definitiva.
«La bozza del decreto del primo marzo - spiega l’imprenditrice - non tiene conto della gravità della situazione economica in cui versa il sistema dell'accoglienza alberghiera. Anzi, rischia di compromettere definitivamente la tenuta del ostro comparto turistico fatto di piccole e medie imprese che sono l'ossatutra del sistema economico ovvero le piccole e medie imprese con il maggior numero di dipendenti e fatturato complessivo».
E spiega: «Il governo sembra non considerare le gravi perdite subite dalla categoria degli albergatori considerando il danno subito nell'intero anno pandemico (marzo 2020 - aprile 2021) Servono scelte più coraggiose tenendo conto della perdite annuali, visto che ogni albergo e destinazione ha la sua stagionalità. Non condividiamo che il calcolo del contributo si basi sulla differenza di fatturato tra i mesi di gennaio e febbraio 2019 con quelli dello stesso periodo di quest’anno. Sarebbe stato corretto se il governo durante il 2020 avesse riconosciuto adeguati ristori alla nostra categoria produttiva, ma purtroppo cosi non è stato. Inoltre non condividiamo il limite di 150 mila euro come contributo massimo a partita iva . Non si tiene conto della progressività dei fatturati. Potrebbe essere poco per qualcuno e troppo per altrie».
C’è infatti il problema che le aziende del comparto turistico hanno subito un crollo del fatturato registrato dall'Istat nel 2020 pari al 54,9 per cento: «Senza dimenticare - conclude Bracciotti - la necessità di vaccinare al più presto l'intero personale delle imprese turistiche, in modo da consentire la ripartenza di un settore che produce il 15 per cento del Pil nazionale».
«Il decreto sostegno prevederà interventi calibrati sui danni economici subiti, prendendo a riferimento un'intera annualità e non singole mensilità», lo chiariscono fonti del Ministero dello sviluppo economico. —
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