Il Tirreno

Versilia

In tribunale 

Rapina a un anziano in casa: coppia condannata

Cesare Bonifazi

I fidanzati hanno avuto due giudizi diversi. Il 21enne aveva pugnalato il 65enne in un litigio per sottrarre denaro: sei anni

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Cesare Bonifazi

Lido di Camaiore. Doppia condanna quella per la coppia di giovani che hanno aggredito, ferito e rapinato un anziano nella sua casa di Lido di Camaiore. Ieri il collegio del tribunale di Lucca, giudice Nidia Genovese, ha condannato a sei anni per rapina aggravata Giuseppe Esposito, 21 anni, per aver aggredito un anziano insieme alla fidanzata, Valentina Berisa, 19 anni, già condannata il mese scorso con rito abbreviato. La difesa di Esposito è rappresentata dall’avvocato Roberto Cappa.

I fatti avvengono nella notte tra il 4 e il 5 marzo scorso, poco prima del lockdown. Valentina Berisa, lidese, e il fidanzato, Giuseppe Esposito, di Viareggio, da tempo frequentano il pensionato lidese che avevano conosciuto in un locale sul viale Colombo di Lido di Camaiore. Tra i tre era nato un rapporto stretto di fiducia al quale si era accompagnata un’assidua frequentazione. L’uomo, secondo la ricostruzione degli inquirenti, era solito dare una sorta di “aiutino” ai due giovani “amici” sotto forma di denaro. Ma la sera dei fatti le cose non vanno come i giovani avevano previsto: nell’abitazione dell’anziano, in una traversa del viale Colombo, passano una serata tranquilla: conversano, bevono un bicchiere di spumante ma qualcosa fa scattare il 21enne. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la molla dell’aggressione sarebbe scattata con il rifiuto dell’anziano di dare nuovamente denaro. Ne scaturisce una colluttazione durante la quale il giovane aggressore non esita a conficcare un coltello nella coscia della sua vittima. Ancora una richiesta di soldi, l’uomo viene colpito al volto e poi il coltello viene puntato al petto.

L’anziano, ferito, non può fare a meno di dare tutto quello che ha in quel momento: poco più di una decina di euro, una cifra molto inferiore rispetto alle richieste della coppia che decide a quel punto di andarsene da quella casa, non prima però di aver minacciato l’uomo di tornare in caso avesse fatto denuncia. La vittima, spaventata, sul momento decide di rispettare la raccomandazione della coppia per paura di una ritorsione. Ma la ferita è grave e l’anziano è costretto ad andare in ospedale. Lì deve raccontare ciò che è successo e identifica i suoi aggressori tramite foto segnaletiche.

La coppia, supponendo che ci siano delle indagini in corso nei loro confronti e temendo di essere scoperti, dopo qualche tempo, in piena notte, bussa di nuovo alla porta dell’uomo il quale decide di non aprire. È a quel punto che le indagini prendono una svolta che porta all’arresto avvenuto il 13 maggio scorso. Berisa già tre mesi fa aveva trasformato la sua misura cautelare in un percorso di riabilitazione in una comunità terapeutica di Bologna dove sconterà la pena in attesa dell’appello che verrà chiesto dall’avvocata di lei. L’avvocato di Esposito ammette che la condanna è stata inferiore alle aspettative, considerando le aggravanti. —

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