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I lavoratori Perini: «La vecchia proprietà non si ripresenti»

D.F.
I lavoratori Perini: «La vecchia proprietà non si ripresenti»

In cantiere a Viareggio ci sono le barche da finire «e i comandanti chiamano per venire a fare i lavori. Bisogna risolvere in fretta»

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Viareggio. È un intervento che mette i brividi quello che ieri mattina, davanti ai consiglieri della commissione “Attività produttive” del Comune di Viareggio ha fatto Stefano Da Prato, delegato Fiom Cgil di Perini Navi, entrato in azienda nel 1986: «Avremmo potuto avere cinque navi in banchina di fronte alla sede, lo scorso anno, che avrebbero portato liquidità. Possibilità negata perché l’azienda decise che non aveva intenzione di mettere mano a certi tipi di lavorazione. A La Spezia, invece, sono stati affidati a terzi lavori che avremmo potuto effettuare noi. L’attività a La Spezia continua e noi siamo a casa da un anno. Con le barche in cantiere e comandanti che ci chiedono di venire a farei lavori a Viareggio. E allora, diciamolo: la produzione in Perini l’ha fatta solo Fabio Perini, che ha creduto nell’azienda»: Netto il messaggio della Fiom Cgil e dei lavoratori Perini (che martedì si riuniranno in assemblea): «I vecchi proprietari (la famiglia Tabacchi alla quale il Tirreno ha chiesto di parlare in questi giorni, ricevendo un diniego, ndr) non rimettano più piede in azienda». Perché se il reclamo presentato contro la sentenza di fallimento – ha sottolineato Nicola Riva, responsabile della Fiom Cgil Versilia – dovesse essere accolto dalla Corte d’Appello di Firenze «sarebbe un riportare indietro le lancette dell’orologio a una gestione che si è dimostrata discutibile». Quindi, sono ancora le parole di Riva, nella risoluzione della Crisi Perini, «non c’è tempo da perdere», anche perché oltre ai primi quattro marchi della nautica che si sono fatti avanti, «ci sono altri soggetti interessati». Per cui il metro per qualsiasi operazione – affitto intermedio o asta che sia – «può essere solo il Piano industriale. Per non cadere negli errori del passato, con l’azienda in mano a soggetti più interessati a Fiere e Saloni che ad altro». —

D.F.

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