Il Tirreno

Versilia

il caso di un bimbo di pietrasanta 

Senza scuolabus e senza auto non può andare in classe

Luca Basile
Senza scuolabus e senza auto non può andare in classe

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Pietrasanta. Il pulmino, davanti casa di Andrea, questa mattina non si fermerà. E probabilmente neanche domani. E allora, per raggiungere la scuola, la sua scuola, Andrea (il nome è di fantasia) dovrà sperare che qualcuno, in famiglia, riesca a trovare il modo di accompagnarlo. Altrimenti sarà costretto a saltare le lezioni. È una storia dai contorni surreali quella che vede protagonista un bambino che frequenta una scuola elementare di Pietrasanta: a incorniciarla nel paradosso le rigide restrizioni imposte dal Covid che attenuano anche quel barlume di buonsenso che dovrebbe, invece, prevalere e accompagnare ogni decisione. Dunque accade che per una serie di problematiche difficilmente risolvibili nel breve periodo la famiglia di Andrea non è nelle condizioni di potere appunto accompagnare il piccolo alla scuola che dista, da casa, qualche chilometro: un contrattempo improvviso perché fino a pochi giorni fa Andrea raggiungeva i suoi compagni e gli insegnanti grazie all’auto di un familiare mentre per il ritorno poteva usufruire dello scuolabus. Come gli altri bambini. Vista la situazione che si è venuta a creare i genitori contattano l’ufficio scuola comunale, entrano nel merito del problema e chiedono una soluzione che consenta al figlio di raggiungere, in sicurezza, la scuola.

«La risposta che abbiamo però avuto, via mail, ci ha lasciato stupiti e amareggiati al tempo stesso: in sostanza nessun pulmino può passare a prendere Andrea, al mattino, perché gli scuolabus devono rispondere alle normative Covid che impongono un carico dell’80% e quel limite è già stato raggiunto. Di conseguenza se non rinuncia qualcuno Andrea non può salire sul pulmino. Il consiglio – proseguono i familiari – è stato allora quello di organizzarci con altre mamme condividendo il passaggio a scuola: ma come, il Covid impone restrizioni e doverose attenzioni sui pulmini e non, secondo gli uffici, su un’auto che metterebbe vicini bambini e adulti? Un sostanziale “arrangiatevi” che ci lascia perplessi e che fa male soprattutto perché a pagarne le conseguenze è un bambino che vuole semplicemente andare a scuola. Potevano suggerire un periodo di didattica a distanza o consigliarci, anche se ci sarebbero stati contraccolpi psicologici per Andrea, di scegliere una scuola più vicina a casa, ma limitarsi a scriverci che l’ufficio scuola comunale non ha servizi alternativi da offrire è qualcosa che sfugge ad ogni logica. Cosa dovremmo adesso dire ad Andrea, che non può andare a scuola?».

Con una postilla, di enorme rilevanza: stiamo parlando di scuola elementare dove frequentare è obbligatorio. «Non possiamo farci niente se non abbiamo un’auto a disposizione e se al momento nessuno può accompagnare Andrea – sottolineano i genitori – fino a scuola. È compito del Comune trovare una soluzione condivisa nell’interesse di un bambino che non può capire quello che sta accadendo. Perché non lo comprendiamo neanche noi». —

Luca Basile

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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