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Territorio fragile 

Il maltempo devasta Camaiore Diciassette frane in due mesi

Il maltempo devasta Camaiore Diciassette frane in due mesi

Colpite prevalentemente le zone collinari come Fibbialla e Gombitelli L’esperto: «Per le amministrazioni difficile prevenire su terreni privati» 

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Camaiore. La sensibilità strutturale del territorio camaiorese è un fatto ormai noto. Dal 1979 a Casoli fino alle alluvioni del 1996 e del 1998. E poi i problemi del territorio nel nuovo millennio. Eventi che hanno costretto le varie amministrazioni a impegnare grosse cifre per il ripristino della sicurezza pubblica.

Il maltempo è stato un vero flagello, con pioggia e neve in abbondanza. A Lido di Camaiore è caduto un pino su via del Fortino e, soprattutto nelle frazioni collinari del comune, non sono mancati i disagi: diciassette eventi franosi sulle vie del Comune dal 5 dicembre dello scorso anno (ultimo in ordine cronologico una frana lungo la strada comunale che collega Fibbiano a Gombitelli, in cui le abbondanti piogge di novembre hanno giocato un ruolo fondamentale).

La stagione fredda ha messo in risalto ancora una volta la suscettibilità geologica del comune di Camaiore.

«Il nostro è un territorio complesso, si passa da località di mare alla montagna in pochi chilometri – spiega Graziano Dalle Luche, consigliere dell’amministrazione comunale con delega, tra le altre, alla gestione ordinaria dei sistemi di prevenzione e di interventi della Protezione Civile – e sappiamo delle criticità del territorio in caso di forte pioggia. Cerchiamo di controllare settimanalmente le zone più interessate da fenomeni di smottamento, attraverso l’ufficio Protezione Civile».

Il terreno di Camaiore è caratterizzato da una certa fragilità; studi di team di geologi operativi sul territorio hanno evidenziato un forte ruscellamento superficiale e fenomeni carsici dovuti all’infiltrazione di acque meteoriche, leggermente acide, in grado di solubilizzare il carbonato di calcio che compone le rocce carbonitiche. Sul territorio toscano è attivo un sistema di monitoraggio satellitare, tecnologia utilissima, ma che non consente di tamponare in caso di eventi improvvisi.

Il problema delle frane ovviamente non riguarda solo il Comune di Camaiore ma tutto il territorio della provincia di Lucca, su cui opera l’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino Settentrionale, che si occupa di pianificazione e programmazione di interventi per la protezione del suolo e del bacino idrografico.

«Il nostro ente si è speso per censire i fenomeni franosi nel piano di assetto idrogeologico – ci racconta l’ingegnere Massimo Lucchesi, segretario generale dell’Autorità in questione – e cerchiamo di supportare le amministrazioni con un’opera di prevenzione. Il problema della manutenzione dei versanti non è solo un problema del comune di Camaiore. Purtroppo le amministrazioni hanno pochi spiragli di azione, perché in molti casi ci sono terreni in mano ai privati su cui non ci sono le attenzioni dovute. Il progressivo abbandono delle terre dei versanti ha impoverito la prevenzione stessa. Quindi spesso le amministrazioni si trovano ad intervenire tardivamente. Con il comune di Camaiore stiamo collaborando anche sul fenomeno dei sinkhole (sprofondamenti naturali del terreno, ndr). Negli ultimi quattro mesi in provincia di Lucca ci sono state più di cento frane, di varia importanza. » Finché i terreni non saranno appetibili per nuove attività agricole –continua Lucchesi– difficilmente le amministrazioni potranno migliorare il loro approccio al problema». Un problema su cui è necessario riflettere. –



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