Il Tirreno

Versilia

in via matteotti 

Assolte le dodici famiglie che nel 2014 occuparono un immobile pubblico

D.F.
Assolte le dodici famiglie che nel 2014 occuparono un immobile pubblico

2 MINUTI DI LETTURA





viareggio. Dodici famiglie che in un momento della loro vita si erano ritrovate senza casa erano finite a processo per aver occupato parte dell’immobile del Comune, in via Matteotti, nel 2014 e con il sostegno dell’Unione inquilini. Mesi di appostamenti della polizia nel fascicolo di indagine che hanno portato alla assoluzione di tuttala dozzina di imputati per la «particolare tenuità del fatto»,come ha sentenziato il giudice del Tribunale di Lucca, Giuseppe Pezzuti. «Nelle carte di indagine», racconta l’avvocato Filippo Antonini, difensore di alcuni degli imputati, «c’erano centinaia di foto che immortalavano la vita quotidiana degli imputati. Bambini portati a scuola o all’asilo, donne che entravano e uscivano dallo stabile per fare la spesa, il momento in cui – dopo la nascita di un nuovo bambino – viene appeso fuori il fiocco». Il reato contestato a tutti gli imputati era quello di occupazione di immobile con l’aggravante che lo stesso fosse pubblico. «In udienza ho fatto presente», sottolinea Antonini, «che l’unica vera aggravante è lo stato di abbandono in cui versa lo stabile pubblico». Bruttura che il Comune di Viareggio permutò con il De Sortis passato alla Misericordia di Viareggio, con il vincolo dell’invendibilità del bene. Per un periodo, parte dell’immobile di via Matteotti fu utilizzato per l’accoglienza dei migranti che erano stati sgomberati dal campo della Lisca, gestito dal Comune. Mentre la porzione che venne occupata del 2014 era quella destinata a casa-famiglia per adolescenti, gestita dalla Misericordia. Quando anche la casa-famiglia è stata smantellata, l’immobile è rimasto vuoto. Come è a tutt’oggi, nonostante l’emergenza abitativa messa in evidenza anche dai dati elaborati in questi giorni dall’Ufficio casa del Comune di Viareggio.

«Salutiamo con gioia ed entusiasmo la notizia dell'assoluzione», si legge nella nota diffusa dall’Unione inquilini che nel 2014 supportò le famiglie senza casa insieme alla Brigata Sociale Antisfratto. «La sentenza del Tribunale di Lucca è l'ennesima conferma di ciò che andiamo dicendo ormai da tempo»; continua la nota: «Chi è in stato di necessità e senza un tetto sulla testa, non può essere trattato da criminale perché decide di voler avere una vita dignitosa recuperando immobili pubblici abbandonati». Che – stante anche le risorse in arrivo del Recovery Fund– potrebbero essere destinati per «trovare soluzioni abitative dignitose per tutti e tutte». —

D.F.

© RIPRODUZIONE RISERVATA



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web