Il Tirreno

Versilia

Addio a Rambo, il parcheggiatore dei vip

Tiziano Baldi Galleni

Aveva lavorato per 27 anni al ristorante Maitò del Forte frequentato da cantanti famosi, calciatori e anche dal re saudita

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Tiziano Baldi Galleni

seravezza. Nel 2017 era andato in pensione, ma di quando in quando si faceva accompagnare da un amico – da Riomagno, dove abitava – al ristorante Maitò a Forte dei Marmi. Ad Angelo Salvatori, chiamato da tutti Rambo, mancava troppo quel posto, dove per 27 anni aveva fatto il parcheggiatore.

Lì aveva conosciuto gente di fama come Massimo Moratti, Paolo Maldini e il re saudita Al Saud. Il locale dei vip, dopo anni in cui svolse tante professioni, e data la sua indole ribelle e lo spirito indipendente, gli aveva dato la stabilità. Ma da circa tre anni era stato costretto a chiudere quell’idillio. Aveva problemi di salute e domenica sera, dopo un aggravamento, è morto a 80 anni. «La decisione è stata molto dolorosa – aveva spiegato tre anni fa a Il Tirreno Rambo –, ma la salute non mi permette più di continuare e dovrò andare in pensione. I clienti, coi quali negli anni ho stabilito un rapporto d’amicizia, mi hanno sempre visto e conosciuto in uniforme, ora invece sono costretto ad andare in giro con la bombola d’ossigeno». Era al suo modo di vestire che era collegato l’appellativo Rambo, come lo chiamavano i clienti del Maitò: anche da parcheggiatore era solito indossare abiti mimetici o militari, essendo appassionato di caccia, a cui alternava abiti da sceriffo e cappelli texani.

Un soprannome che conoscevano anche i personaggi noti che Angelo aveva incrociato al ristorante di via Achille Franceschi. Tre anni fa, in una ricostruzione del suo passato che Rambo aveva fatto con l’amico seravezzino Francesco Speroni, aveva citato Massimo Moratti, Fiorella Mannoia, Andrea Bocelli, Paolo Maldini, Giancarlo Antognoni, Björn Borg, Nelson Piquet, Daniela Santanché, il re saudita Faysal Al-Sa’Ud (che pare avesse gli avesse donato una super mancia), infine il principe Emanuele Filiberto.

Angelo dal 1962 abitava a Riomagno. Era imparentato con il celebre attore seravezzino Renato Salvatori. «Mio nonno – racconta Davide – aveva un’insufficienza respiratoria e da tempo doveva tenere l’ossigeno e la maschera che aiuta nella respirazione. L’ultimo mese è stato molto male e soprattutto negli ultimi dieci giorni ha avuto un aggravamento che non ha superato. Ma nonostante le sue condizioni, fino all’anno scorso, si faceva accompagnare ogni tanto al Maitò da mia madre o dal suo amico Andrea, ed era felice di salutare i suoi clienti, tutte persone che erano ormai affezionate a lui».

Era maggio del 1990 quando Angelo iniziò a fare il parcheggiatore. In precedenza aveva avuto con la madre anche un piccolo laboratorio di onice, in località La Puccia a Strettoia. «Era una persona molto attaccata alla vita – ricorda la figlia Patrizia – e ha sofferto molto il fatto di dover rinchiudersi in casa per le condizioni di salute. Poi con il covid gli sono anche mancate le visite degli amici, perché era allegro, e adorava stare in compagnia». I funerali si terranno oggi alle 14. 15 al Duomo di Seravezza. —

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