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La rsa di Seravezza si attrezza per eventuali nuove pandemie

Tiziano Baldi Galleni
La rsa di Seravezza si attrezza per eventuali nuove pandemie

Fra due settimane il via ai lavori di ampliamento della storica casa di riposo.  Tra le novità anche sette posti letto per fronteggiare altre possibili epidemie

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SERAVEZZA. Da nuovo nucleo Alzheimer a reparto per fronteggiare le pandemie. E’ questa l’evoluzione che ha subìto il progetto di ampliamento della casa di riposo Pio Istituto Campana, dopo l’esperienza del coronavirus. I lavori conclusivi alla Rsa seravezzina - che ha già guadagnato 12 ricoveri per l'Alzheimer - partono fra circa 15 giorni. E' il secondo lotto, un intervento da 580mila euro, che prevede invece la realizzazione di altri sette posti letto speciali, pensati per affrontare un'altra eventuale epidemia.

La prima fase, che si è conclusa l’anno scorso (circa un milione di euro di lavori), ha riguardato la costruzione della nuova ala della casa di riposo. La seconda fase sarebbe dovuta essere la conclusione del piano terra (al momento allo stato grezzo) con la creazione di un reparto analogo a quello del primo piano, dove si trovano le camere Alzheimer. Ma i problemi che la Rsa in via Francesco Donati ha dovuto affrontare, soprattutto nella seconda ondata (come altri ospizi), hanno fatto riflettere il cda, di cui presidente è Renzo Venturini, e la dirigenza della struttura pubblica. Con alcune modifiche al progetto, e la perdita di pochi posti letto, la nuova parte della Rsa sarà in grado di isolare i pazienti in modo appropriato.

«Speriamo di non averne più bisogno – esordisce la direttrice Eugenia Stefanini – ma noi dovremo farci trovare preparati in qualsiasi futura evenienza. Le sette camere saranno corredate di servizi specifici, come le zone di vestizione e svestizione, e un percorso più fluido dal pulito allo sporco. Da questa epidemia abbiamo imparato molto, cogliendo gli accorgimenti architettonici necessari per avere maggior garanzia di sicurezza per gli ospiti. Inoltre lo spazio da completare, al piano terra, si prestava a questa impostazione: le stanze hanno tutte accesso all’esterno, e quindi gli ospiti potranno andare in giardino o in un piccolo terrazzo, favorendo la qualità della loro vita nonostante l'isolamento dagli altri anziani».

Al momento la Rsa ha 44 posti letto nell'edificio originario, 12 al primo piano della nuova ala, e i prossimi sette che faranno comunque parte del nucleo Alzheimer. «Dall’Urp è arrivato il progetto definitivo – spiega Venturini –, nel prossimo consiglio di amministrazione daremo l’ok, e poi saranno affidati i lavori alla ditta». Che è lo stessa associazione di due imprese – Sice di Prato e Ridolfi & C. di Signa – che si è occupato della prima fase. «Stimo che fra circa 15 giorni potranno iniziare i lavori – prosegue Venturini – che dureranno circa tre mesi».

Il progetto generale di ampliamento del Pio Campana (un milione e 600mila euro) è stato finanziato con tre entrate: la Regione Toscana ha concesso un contributo di 500mila euro, la casa di riposo ha poi contratto un mutuo di 400mila euro, infine non troppo tempo fa la Rsa seravezzina ha venduto dei terreni di proprietà che aveva a Pietrasanta sulla via Aurelia, ricavando circa un milione.

«Abbiamo ancora un lotto di terreno che andrà all’asta – conclude il presidente – e il ricavato sarà investito sempre nella struttura. Quando sarà completata la seconda fase di lavori, che prevede anche la parte esterna, fra verde e pavimentazioni, e avremo ristrutturato gli uffici e la facciata, alla comunità di Seravezza verrà lasciata una residenza per anziani all’avanguardia». 

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