Italia
Il farmacista: «C’è più paura e ci chiedono tamponi ai neonati»
Il punto di osservazione della farmacia Calandra che esegue il test rapido in una tenda sul retro della attività commerciale
visto in farmacia
Ora c’è «tanta paura», racconta al Tirreno Giovanni Bergamini, titolare della farmacia “Calandra” di via Regia, dove vengono eseguiti i tamponi rapidi, presi d’assalto soprattutto nel fine settimana. Una paura che attraversa fasce d’età ben diverse da quelle colpite fin qui dal contagio: «Non viene a chiedere il tampone il settantenne. Vengono i trentenni, i quarantenni, le famiglie con i bambini dell’asilo. Ho effettuato tamponi rapidi sui neonati di fronte alle famiglie spaventatissime. Abbiamo tante richieste e purtroppo anche per bambini».
Un aumento dell’esigenza di verificare se si sia o meno venuti in contatto con il virus, sottolinea Bergamini, dovuto al fatto che «la gente adesso viene presa dalla paura. E quando hai di fronte le persone devi fare anche un’opera di educazione. Così da non sprecare il tampone. Devi far capire quando, e se, è il momento di effettuare l’esame, magari tornando dopo qualche giorno. Anche per non creare falsi negativi».
Tutte le volte che Bergamini trova un tampone positivo «il lavoro si interrompe per igienizzare i locali, me stesso, cambiare camice, mascherine, buttare via tutto».
Quando il tampone indica che qualcuno risulta positivo, inoltre, tutta la pratica «viene trattata attraverso lo sportello del servizio notturno, così da ridurre ai minimi termini il contatto con la farmacia. Non c’è la minima commistione tra il servizio in farmacia e i tamponi rapidi. Non consentiamo l’ingresso in farmacia a coloro che si sottopongono al test e dopo l’esame abbiamo lo sportellino del turno notturno proprio per evitare contatti. Le file sono ben separate e costantemente controlliamo i livelli di sicurezza. Tutto il personale e noi stessi ci sottoponiamo quotidianamente a tampone rapido per essere sicuri di non poter essere veicolo di contagio. Io inizio ogni giornata con il tampone».
Il ringraziamento va al personale tutto e ai clienti che pazientemente attendono il proprio turno sul marciapiede della via Regia. —
Donatella Francesconi
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