Tubi salva-mare, Viareggio ancora senza progetto
Mercoledì si è tenuto il tavolo sulla balneazione in Versilia. Pierucci attende l’ok della Regione sulla relazione tecnica
Cesare Bonifazi
Viareggio. Remota ma ancora non tramontata completamente l’ipotesi degli spandenti a mare per quest’estate; i “tuboni” previsti sulla Fossa dell’Abate per portare le acque del torrente lontano dalla riva. Nel pomeriggio di ieri si è tenuto un vertice tra gli enti per fare il punto dopo mesi di silenzio completo. Quella di mercoledì è stata l’occasione per recuperare il tempo trascorsi senza incontri.
L’opera doveva essere realizzata già a marzo dello scorso anno, poi fu annunciata per l’estate e infine rimandata a causa della pandemia. La precedente assessora all’Ambiente della Regione, Federica Fratoni, si era presa l’impegno per rendere il più svelto possibile il procedimento ma ancora tutto si muove alla velocità della burocrazia.
Il progetto di massima prevede l’allungamento di uno degli spandenti già presenti e la costruzione di uno nuovo in modo da portare gli eventuali liquami che vengono riversati nella Fossa lontano dalla spiaggia, evitando i divieti di balneazione. Il costo totale è di 400mila euro: 200mila sono a carico della Regione, 100mila su Camaiore e gli altri 100mila su Viareggio che è stato individuato come ente attuatore.
Durante l’incontro di ieri è stato confermato l’impegno della Regione per verificare la valutazione d’incidenza ambientale sull’area. Rimane tuttavia tutto subordinato alla modifica dell’accordo di programma che prima era orientato sul peracetico, poi messo da parte per lo stop imposto dall’istituto superiore di sanità.
L’amministrazione di Viareggio ha svolto un incontro preliminare alla riunione con tecnici propri, con quelli del Comune di Camaiore e con quelli del Consorzio di Bonifica. Il sopralluogo è avvenuto proprio alla Fossa dell’Abate e i risultati sono stati mandati soltanto nella giornata di ieri. Si tratta, di base, di un aggiornamento degli stessi dubbi che erano stati posti nel luglio scorso quando si chiedeva alla Regione di verificare se le opere potessero avere un’incidenza negativa sull’area marina protetta (quella del santuario dei cetacei del Cetus, per intendersi) che, nel frattempo, è diventata di “interesse europeo”.
L’assessore all’Ambiente di Viareggio, Federico Pierucci, chiede dunque a Firenze e al tavolo di esprimersi sul tema spandenti-ambiente; a quel punto ci potrà essere un secondo passaggio, ovvero quello dell’affidamento dello studio di fattibilità tecnica.
Soltanto quando ci sarà il via libera del collegio degli enti, allora l’amministrazione di Viareggio accetterà la qualifica di “ente attuatore”. Ma solo in quel caso. Questo significa che non esiste ancora un vero progetto per gli spandenti, malgrado i mesi di stop del tavolo, e che, nel caso in cui ci siano ritardi sulle autorizzazioni, i tuboni salva tuffi potrebbero non essere pronti neanche per questa stagione balneare.
Sul tavolo c’è stato spazio anche per la questione dell’acido peracetico: la sperimentazione, come detto, è stata bloccata dall’Iss nel momento in cui doveva passare alla fase due, ovvero dall’immissione nelle idrovore a quella direttamente in alveo. Sebbene sia stata praticamente esclusa la possibilità che si possa riprendere il progetto da dove era stato fermato, tuttavia non sembra passata l’ipotesi di avviare nuovamente la prima parte.
Comunque, se nel 2019 erano stati molti i contatti con l’istituto di Sanità, adesso, a pandemia in corso, sembra più improbabile che gli esperti del Governo possano partecipare al tavolo, come invece era stato paventato in passato.
La speranza dei cittadini versiliesi, ma soprattutto delle categorie economiche, è quello che la procedura non si incarti in modo da avere gli spandenti già da questa estate. —
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