Il Tirreno

Versilia

denunciato 28enne viareggino 

Prende a mazzate il citofono dell’agenzia di assicurazioni auto

L.T.

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viareggio. Voleva più soldi dall’agente assicurativo nell’ambito di una liquidazione del danno per un incidente stradale. E quando il professionista gli ha fatto capire che non poteva spingersi oltre, lui non ha sentito storie.

Ha imbracciato una mazza da baseball e si è diretto verso la sede dell’agenzia in via di Poggio a Santa Maria a Colle (Lucca). Fermatosi davanti alla porta d’ingresso ha iniziato a suonare il campanello. Una, due, tre volte. Nessuna risposta. Innervositosi oltremodo ha ripreso a pigiare il pulsante. Ma visto che nessuno apriva allora ha impugnato la mazza e come un provetto lanciatore l’ha scagliata contro il citofono dell’agenzia mandandolo in frantumi. Ma non è tutto. Perché, trascorso un po’ di tempo, è ritornato, probabilmente per compiere altri danni all’edificio, ma non è riuscito nel suo intento perché nel frattempo sul posto era arrivata una volante della polizia che ha preso le sue generalità facendo scattare la denuncia.

Soltanto che il giovane, 28 anni, residente nel Quartiere Italia a Viareggio, non è stato denunciato per danneggiamento. L’accusa nei suoi confronti è quella di estorsione. Perché il giovane, parente di personaggi versiliesi con numerosi precedenti penali, voleva imporre al perito assicurativo, attraverso una serie di reiterate minacce, di corrispondere una somma superiore al doppio del danno già stimato.

In pratica, stando alla Procura, il ventottenne pretendeva di ottenere circa seimila euro anziché i duemila che gli spettavano nella liquidazione del danno. E proprio il rifiuto del liquidatore di origini inglesi – verificatosi nel giugno del 2020 – aveva fatto infuriare il giovane versiliese che aveva deciso di presentarsi all’agenzia assicurativa per imporre la sua volontà. Pensava che all’interno degli uffici ci fosse il perito assicurativo e volontariamente non volesse aprirgli. In realtà la sede era chiusa a causa del Covid 19 e gli operatori lavoravano in remoto. E sono stati proprio loro ad avvertire la polizia dopo aver visto l’assicurato agire con violenza contro il citofono. —



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