Il Tirreno

Versilia

Carnevale di Viareggio
la mostra 

Alla Gamc i bozzetti dei carri ispirati a Dante e alla Divina Commedia

Claudio Vecoli
Alla Gamc i bozzetti dei carri ispirati a Dante e alla Divina Commedia

Fino alla fine di agosto l’omaggio del Carnevale  al grande poeta nel 700° anniversario della morte

2 MINUTI DI LETTURA





Viareggio. Con un po’ di immaginazione - e non senza forzature - lo si potrebbe definire l’antesignano dei carristi. Già, perché chi più di Dante Alighieri può essere considerato un fustigatore dei potenti e dei costumi della sua epoca. E chi più di lui ha utilizzato la satira per graffiare i notabili dei suoi tempi, che fossero papi o imperatori. E la Divina Commedia non racconta forse attraverso descrizioni che hanno la stessa potenza di una immagine vizi e virtù di un periodo storico particolarmente fertile di spunti. Ebbene, parte anche da questo lo spunto da cui nasce DanteVale, la mostra inaugurata ieri mattina alla Gamc di Viareggio e che racconta attraverso le immagini dei bozzetti dei carri e delle mascherate che hanno sfilato sui viali a mare come i costruttori si sono ispirati a Dante Alighieri e alla Divina Commedia per fare satira al Carnevale di Viareggio.

Il primo caso di contaminazione fra il divin poeta e la cartapesta risale al 1926. Ma sono tantissimi gli esempi di carri che si rifanno a Dante o alla Commedia per le loro opere. Da Per me si va nella città dolente con cui Renato Verlanti e Menghino si piazzarono al secondo posto nel Carnevale 1993 ai più lontano nel tempo Letteratura moderna di Sergio Barsella e Carlo Francesconi (1966) o Commedia 70 di Silvano Avanzini (1971). Mentre sono decisamente più recenti gli esempi delle maschere isolate di Andrea Pucci (Perdete ogni speranza o voi che entrate, 2015) e di Rodolfo Mazzone (Per me si va nella città dolente, 2020).

L’allestimento - curato dall’architetto Paolo Riani - vede esposti 17 bozzetti originali oltre a foto di carri che hanno sfilato tra il 1926 e il 1953: opere del Carnevale di Viareggio che consentono così di raccontare la modernità dell’opera dantesca a cui gli artisti del Carnevale di Viareggio, anche a 700 anni dalla morte, continuano a riferirsi per rappresentare la nostra attualità. —

Claudio Vecoli

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera