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Studenti in classe in maschera La preside: «No, inopportuno»
I ragazzi lanciano il Carneval Carducci con costumi a tema fino a martedì grasso La dirigente boccia l’idea: «Festeggiamenti inappropriati in questo periodo»
Claudio Vecoli
Viareggio. Da oggi a martedì grasso avevano progettato di presentarsi in classe mascherati ogni giorno con un costume a tema sempre diverso. Ma l’idea degli studenti del liceo classico Carducci – per altro non concordata con la scuola – è stata sonoramente bocciata dalla preside. Che, in una circolare ufficiale inviata a tutti gli studenti e ai professori, ha bollato come “inappropriati” i festeggiamenti di Carnevale in un periodo di emergenza sanitaria come quello che stiamo vivendo. Risultato: il Carneval Carducci, almeno nella forma pensata dai ragazzi, non ci sarà. Anche se si sta mediando per arrivare a una versione “riveduta e corretta” – molto più sobria – che possa mette d’accordo studenti e preside.
Il “caso” è esploso alcuni giorni fa, quando ha cominciato a circolare su gruppi whatsapp e altri social una sorta di locandina che – dall’11 al 16 febbraio, ovvero da giovedì a martedì grasso – annunciava il via ai festeggiamenti del Carneval Carducci. “A causa dell’assenza della nostra festa preferita – si leggeva nel manifesto, corredato dalle immagini di Burlamacco e Ondina sullo sfondo _ invitiamo tutti gli studenti del liceo a partecipare alla nostra mascherata”. E, per ogni giorno della settimana grassa, si suggeriva un costume a tema. Oggi il “leit motiv” doveva essere il pigiama party. Domani spazio ai mestieri. Sabato tutti vestiti con doposci e ciaspole al grido di “Sestola 2021: sciatori e sciatrici”. Poi, dopo la domenica di riposo, gran finale con il lunedì dedicato agli anni ’80 e, per la chiusura del martedì grasso, un omaggio ai personaggi del cinema, delle serie tv e dei cartoni. Il tutto – immaginiamo, visto che non era stato specificato – con l’obbligo di mascherina e distanziamento.
L’idea, per altro ben studiata dai ragazzi, non è però piaciuta alla preside Francesca Bini. Che, senza sapere niente di quanto veniva tramato nei corridoi (e nelle chat) della scuola, ha scoperto più o meno per caso quello che sarebbe dovuto accadere a partire da oggi. E non si può certo dire che la dirigente scolastica abbia apprezzato. La risposta è arrivata martedì attraverso una durissima circolare indirizzata a tutti gli studenti (e, per conoscenza, a tutto il personale del liceo) che già dal titolo non lasciava molti spazi all’interpretazione: “Inappropriati festeggiamenti di Carnevale”. Ancor più gelido il contenuto: “Si informano gli studenti che il liceo Carducci non si è mai fatto promotore di iniziative festose e carnevalesche delle quali, in questo momento, si dissocia totalmente”. Di medesimo tenore il finale della circolare: “Malgrado il Carnevale sia una festa tipica del folklore popolare di questa cittadina e sia molto amata da tutta la popolazione, soprattutto nella sua componente giovanile, in questo momento ci sembra rispettoso e doveroso mantenere un dignitoso silenzio nel rispetto delle famiglie che hanno subìto gravi perdite economiche e affettive a causa della pandemia”.
La chiusura della dirigente scolastica non è piaciuta per nulla agli studenti. O, quantomeno, a quelli che avevano deciso di aderire al Carneval Carducci. Che hanno accolto la stroncatura dell’iniziativa con grande rammarico. Tirando anche in ballo le origini lucchesi della preside, per questo poco incline allo spirito carnevalaro viareggino. “Questa iniziativa – ha spiegato al Tirreno – non mi è piaciuta innanzitutto per la procedura non corretta, visto che non mi hanno detto nulla di quello che stavano organizzando. Inoltre mi è sembrata inopportuna inserita in un momento come quello che stiamo vivendo, con storie di lutti e difficoltà economiche che sentiamo tutti i giorni anche a scuola. Non è che non ho apprezzato la loro idea, ma trovo inappropriato in questa situazione il ricorso al travestimento. Chi mi conosce, anche se sono di Lucca, sa che ho sempre festeggiato il Carnevale e che lo considero un momento di spensieratezza. Ma quest’anno credo sia necessario qualcosa di più consono al periodo”.
Ieri mattina, però, il dissidio sembra essersi almeno parzialmente ricomposto. La preside e alcuni rappresentanti degli studenti si sono infatti incontrati proprio per parlare dell’argomento. E la preside si è detta disponibile a valutare iniziative legate al periodo di Carnevale purché alternative ai travestimenti. Oggi dirigente scolastica e rappresentanti degli studenti torneranno a sedersi intorno ad un tavolo. “Sono convinta che arriveremo a una soluzione”, ha concluso. —
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