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2009: finisce l’era di Elio Tofanelli Trionfo per Migranti
Al timone della Fondazione arriva Nanni Maglione Bocciato il manifesto di Dario Fo, lo disegnerà Arnaldo Galli
Simone pierotti
Claudio Vecoli
Appena sette carri di prima categoria e solamente quattro di seconda. Per carità, due costruttori erano rimasti fermi per il secondo e ultimo anno del biennio che sancì il blocco di avanzamenti e retrocessioni. E c’erano altre quattro costruzioni fuori classifica. Ma il Carnevale che va in scena nel 2009, il primo senza Raffaello Giunta – l’ex carrista è morto nel marzo precedente – è uno di quelli con il minor numero di carri in concorso. Non per questo, però, viene meno la qualità delle costruzioni. Anzi.
E dire che quell’edizione non era nata sotto i migliori auspici. Il 2008 era stato l’anno delle elezioni amministrative con la vittoria del candidato sindaco del centrodestra Luca Lunardini. Come in una sorta di spoil system tanto caro agli americani, nel giro di un paio di mesi cambiarono via via i vertici di partecipate e fondazioni. Tutte tranne una: la Fondazione Carnevale. Elio Tofanelli è infatti ancora lì, a Palazzo delle Muse. Da buon avvocato, si appiglia a un cavillo: essendosi dimessi tutti i vecchi consiglieri, nessuno può apparentemente destituirlo. Lui vuol restare. E invia una diffida ai carristi che non hanno presentato i bozzetti entro i termini previsti. Ma i costruttori sono stati chiari: lo faranno quando Tofanelli se ne andrà.
Non si sblocca alcunché fino ai primi d’agosto, quando il nuovo consiglio d’indirizzo sfiducia pressoché all’unanimità l’ormai ex presidente. A sostituirlo è Giovanni Angiolo Maglione (per tutti Nanni), imprenditore, già vice della Fondazione Carnevale dal 1988 al 1990. Completano i nuovi quadri dirigenziali i vicepresidenti Jacopo Bonuccelli (Cda) e Renzo Pieraccini (consiglio d’indirizzo). Di lì a poco viene anche nominato un consulente per la gestione degli eventi in Cittadella e la ricerca di nuovi sponsor: è il produttore televisivo Pier Luigi Stefani, segretario provinciale del Nuovo Psi, che stipula un contratto da 30mila euro netti più rimborsi spesa.
Finisce così dopo dieci anni l’era Tofanelli, con le polemiche delle ultime edizioni che rischiano di offuscarne in maniera ingenerosa alcuni meriti, vedi il ripristino della sfilata del martedì grasso, il rilancio dell’idea della Cittadella e le collaborazioni con Folon, Sergio Staino e Dario Fo.
Proprio il Nobel per la letteratura ha già disegnato il manifesto per l’edizione 2009, un lascito di Tofanelli. Ma il nuovo cda lo boccia, ritenendolo poco allegro: verrà così incaricato Arnaldo Galli.
La nuova canzone ufficiale sarà Viareggio è come te di Roberta Bartali e Giovanni Madonna, cantata da Valentina Lottini e Lorenzo Fiorentino.
I bozzetti di carri e mascherate, adesso, possono essere presentati. Essendo un bando aperto, non determinato sulla base di avanzamenti e retrocessioni, non mancano esclusioni eccellenti: vengono bocciati Roberto Vannucci e Carlo Lombardi in prima categoria – faranno ancora un carro doppio, ma fuori concorso -, Giovanni e Libero Maggini con “L’olandese volante” sono riammessi alla seconda categoria dalla quale sono tagliati Jacopo Allegrucci ed Enrico Vannucci. Non c’è neanche Emilio Cinquini, autore di un carro sperimentale dedicato al centenario della nascita di Uberto Bonetti, un Burlamacco in plexiglas che è anche un omaggio al padre Vittorio detto “Tubino”. Fuori dalle mascherate di gruppo Floriano Marchi ed Eleonora Francioni, promossa però in seconda categoria: a lei verrà rimproverato di aver contravvenuto al tacito accordo fra i costruttori di presentare il bozzetto solo per la categoria di appartenenza. Alla fine Allegrucci viene ripescato dopo la rinuncia dei Maggini, che realizzeranno cinque statue da collocare sul molo. Statue che sono anche l’opera sostitutiva della coppia Politi-Borri – i delfini sul tetto del museo della Cittadella – e di Fabrizio Galli – 14 sculture lungo i due archi esterni della Cittadella.
Qualche ricambio fra le pedane aggregative: esclusi Torre del Lago, Croce Verde e liceo scientifico, subentrano il Carneval Corsaro di Corsanico e il gruppo Arcobaleno di Piano di Mommio.
Intanto, inizia a circolare la voce che Claudio Baglioni si esibirà a Viareggio la sera di San Valentino, vigilia del secondo corso, al Politeama. E diventa certezza a fine ottobre, quando Maglione ufficializza il concerto, che sarà a costo zero per la Fondazione, con sponsor e organizzazione a carico dell’azienda Versilitalia. Tempo un mese e scoppia la bufera: F&P, promoter del tour di Baglioni, presenta ai carabinieri di Cerveteri un esposto contro Versitalia, precisando che la stessa «non è autorizzata a vendere i biglietti dei concerti di Baglioni». A dicembre lo spettacolo viene ufficialmente annullato. Rimarrà, però, l’unico vero neo di un’annata che fa registrare un altro record d’incassi per una sfilata – 590mila al terzo corso – e vede tornare al successo Alessandro Avanzini con Migranti davanti ad altri due carri apprezzatissimi dal pubblico, le oche dei Lebigre e il gorilla di Franco Malfatti. Poi arriva la maledetta notte del 29 giugno: niente a Viareggio sarà più come prima. —
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