Nuova protesta a Quiesa e il sindaco ribatte: «Lavoriamo al progetto della scuola»
Lenzuoli appesi nel plesso della frazione chiuso da 19 mesi. Il Comune ha tempo fino al 17 per usare i soldi della Regione
Cesare Bonifazi
Massarosa. Sono 19 mesi che le porte della scuola di Quiesa sono chiuse, almeno per gli studenti (alcune stanze infatti adesso vengono utilizzate come magazzino). Nei mesi il comitato di genitori e insegnanti hanno più volte chiesto conto al sindaco di Massarosa Alberto Coluccini dello stato di avanzamento del progetto per la messa in sicurezza. Un disagio che è diventato un vero e proprio caso politico che ha fatto perdere alla giunta un assessore e tre consiglieri comunali e ha aperto il fronte all’interno della Lega.
Nella notte tra giovedì e venerdì la protesta nella frazione è montata di nuovo: come è uso fare dalle parti di Quiesa, sono apparsi dei lenzuoloni un po’ ovunque con messaggi diretti al primo cittadino. Per il plesso ci sono dei finanziamenti ottenuti nel 2019 che ancora non sono stati utilizzati: 360mila euro da parte della Regione, per un intervento di efficientamento energetico dal valore complessivo di 450mila euro, e altri 400mila per il progetto antisismico da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.
Il sindaco deve sbrigarsi se vuole utilizzarli perché, dopo alcuni rinnovi, i soldi della Regione stanno per scadere: il 17 febbraio è, al momento, la data ultima per averne accesso. Sarà difficile ottenere un’ulteriore proroga, considerando lo strappo avuto nelle scorse settimane con l’assessore Stefano Baccelli, proprio sull’argomento.
Ma è proprio il primo cittadino a dire che l’iter per il progetto sta andando avanti: ad aver ritardato tutto sarebbe la pandemia e la carenza di personale ma la volontà politica, dicono, ci sarebbe. Secondo le fonti dell’amministrazione sarebbero stati spesi nelle ultime settimane circa 40 mila euro tra indagini sismiche e affidamento della progettazione per il primo step che consentirebbe la riapertura.
«L’iter non si è mai fermato – spiega il sindaco – Ogni atto tecnico e politico, fatto in silenzio, ha sempre avuto come obiettivo la riapertura. Tanto che sono attualmente in corso le perizie geologiche e altri esami diagnostici necessari per procedere ai lavori per l’antisismica, perizie per le quali sono state destinate risorse e fatte le pratiche per l’affidamento, se non avessi voluto procedere avrei agito diversamente». —
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