Il presidio
Dai coltellacci ai latin lover le “sciocchezze in versi” di Armando Mancini
Con il termine Nugae si legge sul vocabolario Treccani si indicano le «inezie, bagattelle, cose da poco, detto talvolta di composizioni letterarie alle quali l’autore non dà o dice di non voler dare peso; in questo senso, la parola è stata usata da Catullo, da Orazio e anche dal Petrarca». E proprio in questo senso Armando Mancini ha inteso i componimenti racchiusi in un suo piccolo libro appena uscito per Pezzini Editore. Il titolo è appunto Nugae Sciocchezze in versi dialettali e non e il lettore viareggino non potrà rimanere indifferente a composizioni come «Passino i carri davanti a cimitero», «Viareggino latin lover», «Straccano i coltellacci», ma anche «La patanecchia» o «La luna nel bozzo».
Armando Mancini, medico e scrittore è approdato tardi alla scrittura e ancora più tardi al filone poetico, approcciato oggi con successo dopo aver seguito il filone memorialistico, poliziesco, amoroso e comico. Manrico Testi, che ha curato il volume, scrive nella prefazione: «Ho selezionato e suddiviso il tutto in quattro sezioni: quella vernacolare con punte di “spinto”, grasso, ridanciano, popolaresco umorismo; quella più strettamente poetica, con una serie di liriche scritte senza alcuna pretesa letteraria, ma fresche e zampillanti, che vanno dai primi tentativi, densi di ricordi scolastici (...) fino ad una collana di liriche più evolute, personali e interessanti di varia fattura e argomento; quella privata e intensa degli affetti familiari (...) e, infine anche quella leggera e meno impegnata delle poesie d'occasione scritte per gli amici di ieri e di oggi». —
a cura della libreria la vela
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