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Il grido dei cittadini: «Qui no lo si faccia da un’altra parte»
Ieri i residenti della zona si sono riuniti davanti all’impianto sportivo Raffaelli Indicata come nuova possibile ubicazione l’area industriale delle Bocchette
Tiziano Baldi Galleni
Lido di Camaiore. Un centinaio di cittadini, ieri mattina si sono riuniti nel parcheggio dell’impianto sportivo Raffaelli in località Magazzeno. Davanti a loro c’era il terreno di 9mila metri quadrati dove il Comune di Camaiore, con Ersu, vorrebbe costruire il centro di raccolta rifiuti. Tra i cittadini Gian Nicola Dini del Comitato Magazzeno. E mentre una ragazza raccoglieva le firme per la petizione contro il centro raccolta, i cittadini si sono confrontati in vista dell’incontro di mercoledì con il sindaco. «Qui siamo tutti d’accordo e compatti – dice Dini che abita in via del Termine – né in quest’area né altrove a Lido può sorgere un centro del genere. Non è il luogo giusto, si farebbe un danno al territorio, all'ambiente e alla viabilità».
Chi abita in via Fratelli Rosselli, dove dovrebbe sorgere il centro di raccolta, e nelle traverse lì attorno, ricorda ancora la vicenda del depuratore, nato come una piccola vasca e poi ampliato. Ne è testimone Roberto Pollastri, che vive in quella strada: «Sarebbe un cattivo biglietto da visita per il turismo – spiega - Qui ci sono nato e da generazioni la mia famiglia coltivava questi terreni, dove oggi c’è anche il campo sportivo. Dovrebbero piuttosto attrezzarli e renderli più belli e vivibili».
Categorica anche Simonetta Puccetti, un’altra residente di via del Termine: «Non si deve fare qui – afferma – di fronte alle abitazione e a un campo sportivo dove si allenano i bambini. Ci hanno già penalizzato con il depuratore e poi con l’antenna della telefonia, ora basta».
Fra i cittadini - che si organizzati spontaneamente - c’è anche un’abitante di Lido, che ha sposato in pieno la causa. È Daniela Domenici: «Vivo al Secco e già sentiamo il puzzo della Salov, figuriamoci in estate se qui ci portano i rifiuti del verde dei giardini. Ci hanno sempre detto che quest’area era a rischio idraulico, e ora ci costruirebbero una cosa così? L’alternativa ce l’hanno, ed è alle Bocchette».
La signora Ondina Della Martina non sapeva del ritrovo ma ha visto gente ed è scesa in strada. «Sarebbe un progetto antigienico: lo facciano in una zona industriale – dice Ondina - Già la strada è brutta considerando che è una viabilità dove passano tutti i turisti. Non esiste una motivazione. Ma la cosa più grave è che tutto è stato deciso senza un’assemblea pubblica».
Fra chi ha raccolto le firme del Comitato c’è Giancarlo Chiti che abita proprio in via Fratelli Rosselli, e ieri era lì con la figli Silvia che è nata in quel quartiere. «In tanti non erano a conoscenza del progetto, e non abbiamo trovato quasi nessuno contrario alla nostra petizione – dire Giancarlo -. Qui davanti c’è un campo sportivo con la scuola calcio e dietro stanno realizzando un centro olimpionico di tiro con la pistola e l’arco. Direi che il centro rifiuti cozzerebbe. Ma cozza anche con il parco pubblico - prosegue Silvia - che in base al piano regolatore è previsto nei campi adiacenti. L’alternativa c’è ed è alle Bocchette e basta come spazio: è un’area di 3mila metri quadrati e una di mille, mentre i centro di raccolta di Pietrasanta di via Olmi è di 2mila 500 e già oggi molti di Lido si recano lì». C’è anche un’albergatrice, Roberta Palmerini che gestisce l’hotel Sirio. «Sono nata e cresciuta a Lido e questa è l’unica area che potrebbe avere un’espansione dal punto di vista sportivo e come tale deve rimanere. Come albergatrice do indicazione ai miei client, di passare proprio da qui usciti dall'autostrada: sarebbe un biglietto da visita negativo». —
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