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Del Dotto pronto a rivedere il luogo scelto per il centro di raccolta rifiuti
Mea culpa del primo cittadino: «Carenze nella comunicazione ma una struttura del genere è necessaria per la frazione»
Cesare Bonifazi
lido di camaiore. La giunta del sindaco Alessandro Del Dotto è stata travolta dalle polemiche nelle scorse settimane dopo l’annuncio della creazione di un centro di raccolta nella zona periferica del Magazzeno. Una scelta che non è affatto piaciuta ai cittadini del posto che hanno cercato subito un’interlocuzione con l’amministrazione. Ne è nata anche una raccolta di firme che ormai ha raggiunto 2500 adesioni e ieri mattina proprio al Magazzeno c’è stata una sorta assemblea pubblica per spiegare cosa nascerà in quel punto.
Gia, sindaco, cosa nascerà?
«Ci tengo a precisare che si tratta di un centro di raccolta e non di una discarica. Non è semplicemente una capziosità linguistica ma una netta differenza sul piano della sua operatività».
In che senso?
«La discarica è un’area enorme per la lavorazione, la trasformazione e lo stoccaggio dei rifiuti, con grandi mezzi e con quantativi annui ingenti. Il centro di raccolta invece è ad appannaggio delle sole utenze domestiche, prodotti in casa e lì portati dai cittadini e che restano lì al massimo 12 ore».
È stato accusato di aver fatto tutto alle spalle dei cittadini, presentando il progetto già pronto?
«Faccio mea culpa e ammetto che abbiamo difettato in comunicazione ma non è vero che abbiamo agito alle spalle dei cittadini. Per ricevere i finanziamenti necessari da Ato per la creazione del centro di raccolta, dovevamo obbligatoriamente presentare un progetto di partenza. Tuttavia questo non significa che non si possa lavorare con i cittadini per valutare le esigenze e le istanze dei singoli. Questo percorso partecipativo era già previsto».
E allora perché i cittadini si sono rivoltati e hanno deciso di raccogliere le firme?
«Perché c’è stata disinformazione ed è passata l’idea sbagliata che nascerà una discarica. Cosa che non è».
Quindi lei è disponibile a incontrare i cittadini e a rivedere il progetto alla luce delle richieste dei residenti?
«Sono dieci giorni che io stesso sto cercando l’interlocuzione con il comitato spontaneo del Magazzeno. Se confermeranno l’appuntamento, mercoledì alle 18 ci dovremo vedere e capire in che modo possiamo mediare tra le due esigenze».
In che senso mediare?
«Inutile girarci intorno. In otto anni di amministrazione mi è stato più volte rimproverato che la raccolta dei rifiuti non teneva in considerazione il fatto che Lido è piena di seconde case e quindi i vacanzieri del fine settimana difficilmente possono adeguarsi al calendario. Appare chiaro, in questa ottica, che il centro di raccolta sia necessario alla frazione per evitare i fenomeni dell’abbandono sul territorio che sono davvero, quelli, un pugno in un occhio per chi viene a passare le vacanze da noi».
Non ci sono altri posti dove costruirlo?
«Avevamo valutato altre aree, come il parcheggio in via Buonarroti oppure alle Bocchette, ma il Magazzeno è a tutti gli effetti quella problematica sotto tutti i punti di vista. Tuttavia i cittadini possono dire la loro: se non lo vogliono lì, possono indicarmi un’altra area nella zona di Lido di Camaiore di proprietà pubblica abbastanza grande dove ripensare il progetto. Tuttavia un centro di raccolta serve, è necessario ai cittadini e alla comunità, anche per una questione di decoro. Sono convinto di questa scelta e, per quanto mi riguarda, il progetto andrà avanti. Siamo veramente aperti a tutto. Da parte nostra non c’è alcun pregiudizio sulla questione, come invece esiste in alcuni. Tuttavia è necessario decidere in fretta per il bene della comunità, per l’interesse pubblico». –
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