Locali da ballo, compleanno triste «Chiusi da un anno nel silenzio»
Benvenuti e Lumbrici (Confesercenti) lanciano l’allarme «Perso l’80% del fatturato, a rischio le nostre imprese»
il caso
I locali da ballo si sentono abbandonati. «È giusto tenere i riflettori accesi sulla crisi del mondo della somministrazione e ristorazione a causa delle restrizioni e alle chiusure. Ma non dimentichiamoci i locali di ballo, che tra pochi giorni festeggiano il triste compleanno di un anno di chiusura totale, eccetto quella piccolissima finestra estiva. Per loro solo silenzio e ristori irrisori». Arriva da Confesercenti Versilia, con il suo responsabile Daniele Benvenuti e con il referente del sindacato locali da ballo Lamberto Lumbrici, titolare della Capannina di Viareggio, un nuovo grido di allarme per la situazione di locali da ballo e discoteche ormai al collasso. «Una situazione disperata, spesso nel silenzio più totale – incalzano Benvenuti e Lumbrici – I ristori non bastano. I sostegni previsti per le discoteche e gli altri locali dell’intrattenimento sono stati assolutamente insufficienti a coprire le perdite, che per la maggior parte delle imprese sono state superiori all’80% del fatturato annuale. Serve un cambio di passo: dobbiamo rafforzare le misure economiche di sostegno del settore e, allo stesso tempo, mettere a punto un piano per una graduale riapertura in sicurezza delle attività, anche mettendo a punto nuovi protocolli sanitari». Anche in Versilia di fatto si è cancellato non solo un intero settore commerciale «ma anche quello strettamente collegato – spiegano ancora i due rappresentanti di Confesercenti Versilia – pensiamo agli animatori, ai disc jockey, ai tecnici, agli addetti alla sicurezza, fino alle orchestre. Tra pandemia e restrizioni, il 2020 ha di fatto azzerato l’intrattenimento, mettendo a rischio migliaia di imprese. Un settore che è parte trainante del settore turistico, vitale soprattutto per l’economia di alcuni territori, visto che i locali generano un indotto importante e garantiscono occupazione dipendente ed indipendente». La conclusione? «Non si può continuare così, le imprese vogliono tornare a lavorare e vogliono tornare a farlo in sicurezza. Ma per fare questo devono essere ancora vive e ad oggi questo è a rischio. Per questo chiediamo, oltre ai ristori, interventi del governo nei confronti del Comune per ridurre Tari e concessioni che ad oggi paghiamo ancora al 100% per essendo chiusi da un anno». —
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