Il presidio
Anche il consiglio regionale ha detto il proprio no
Voto all’unanimità sull’esigenza di superare la prescrizione per reati come quelli della tragedia del 2009 a Viareggio
viareggio. C’è poco da girarci intorno: è ancora il tema della legge di riforma della prescrizione – Legge Viareggio 2 – a tenere banco nella prova che attende da domani il ministro della giustizia Alfonso Bonafede. Una legge che non è andata già al Partito democratico e ancora non va già a Italia Viva e Forza Italia. Almeno per quanto riguarda il livello della politica nazionale, sottolinea i familiari delle vittime della strage di Viareggio, riuniti nell’associazione “Il Mondo che vorrei”, i quali sottolineano: «Ricordiamo che lo stesso consiglio regionale della Toscana (Giunta che ha presidente del Pd e vice presidente di Italia Viva, ndr) dopo la sentenza di Cassazione sulla strage di Viareggio si è formalmente impegnato ad «attivarsi nei confronti del Governo e della Conferenza delle Regioni, al fine di favorire una riflessione sull’eventualità di superare l’istituto della prescrizione per i reati gravi, quali i disastri colposi, come avvenuto a Viareggio. E a continuare il lavoro intrapreso in questi anni al fianco delle associazioni e dei familiari delle vittime della strage ferroviaria di Viareggio, sostenendo le loro azioni volte all'accertamento della verità». A parte il fatto che la mozione approvata all’unanimità sembra prescindere dalla modifica già in vigore della prescrizione, che viene bloccata dal primo grado di giudizio in poi, il principio che la mozione ribadisce è proprio quello che ha mosso il lungo lavoro dei familiari delle vittime del disastro ferroviario di Viareggio, insieme a quelli delle troppe stragi d’Italia riuniti nel comitato nazionale “Noi non dimentichiamo”. Lavoro il cui risultato è stata proprio l’approvazione della legge entrata in vigore all’inizio del 2020.
Altre due mozioni sul disastro ferroviario di Viareggio dopo la sentenza di Cassazione dell’8 gennaio – che i familiari delle vittime tornano a definire «un grido lancinante rivolto alla politica, una denuncia tecnica e morale che pretende una risposta altrettanto forte ed efficace: legislatori, prendetevi le vostre responsabilità» – attendono di essere discusse in consiglio comunale a Viareggio. Una è quella presentata dai consigliere della Lega e firmata anche da “Civicamente” e Gruppo misto, tutti dai banchi della minoranza; l’altra porta la firma dei due consiglieri del gruppo di Fratelli d’Italia. In entrambi il concetto – nero su bianco – per il superamento della prescrizione per reati come quelli che hanno prodotto una tragedia da 32 vittime, ustioni che non guariranno, agonie di mesi, lutti che a distanza di quasi dodici anni sono vivi come il primo giorno. I familiari delle vittime delle strage di Viareggio l’hanno detto forte e chiaro in tutte le sedi: «Il nostro dolore non va in prescrizione». —
D.F.
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