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La procura chiede il giudizio immediato sul “Santone”
L’indagine passata a Lucca per i fatti avvenuti in Versilia Istanza al gip della pm Polino per andare subito a processo
Chiara Sillicani
MASSA. L’inchiesta su Matteo Giovanelli, il 42enne ex sub-agente assicurativo accusato di circonvenzione di incapace e truffa, passa dalla procura di Massa a quella di Lucca.
La nuova titolare, la pubblico ministero Sara Polino, viste le carte, il lavoro svolto dalla collega Alesandra Conforti della Procura di Massa e dagli uomini della Squadra mobile guidati da Antonio Dulvi Corcione ritiene che l’evidenza della prova ci sia. A tal punto da chiedere il giudizio immediato.
Per l’accusa Giovanelli ha circuito alcune fedeli che frequentavano il suo stesso gruppo di preghiera promettendo loro purificazioni in cambio di denaro e le prove di quei reati – è la tesi dalla pm – sono ben evidenti dagli atti di indagine.
La sostituita Polino, valutati gli atti passati a lei dalla procura massese, chiede quindi al giudice delle indagini preliminari di mandare immediatamente a processo l’indagato senza la fase dell’udienza preliminare. La richiesta è inoltrata, adesso è il gip a dover valutare se il giudizio immediato si possa instaurare o se, diversamente, la pubblico ministero debba formalizzare la richiesta di rinvio a giudizio a cui farebbe seguito l’udienza preliminare. Udienza in cui il giudice potrebbe anche decidere per l’archiviazione.
La procura di Lucca ha quindi acquisito la competenza sulle indagini, svolte, sino alla richiesta della misura cautelare, dalla procura apuana. La denuncia che ha dato il via all’inchiesta della squadra mobile è stata infatti sporta da un imprenditore versiliese a Massa. L’uomo, marito di una delle donne che frequentava il gruppo di preghiera con Giovanelli, ricostruendo i mesi precedenti, ha valutato che i primi contatti tra la moglie e Giovanelli fossero avvenuti in quel di Massa. Le indagini hanno invece accertato che gran parte degli incontri si è concentrata tra Sarzana e Marinella e che i primi contatti tra la donna e l’indagato sono ricollegabili alla Versilia, zona su cui ha, appunto, competenza la procura di Lucca.
Francesco Cecchieri è l’avvocato dell’imprenditore versiliese e considera la richiesta della pm particolarmente rilevante: «Ben venga la richiesta di giudizio immediato, richiesta che si fonda sull’evidenza della prova. Questo significa che la pubblico ministero ha valutato che esistano tutti gli elementi a fondamento di quella evidenza. Dato positivo per noi anche perché, se il gip dovesse accogliere la richiesta, venendo meno l’udienza preliminare, i tempi del procedimenti risulterebbero più rapidi».
Il legale anticipa la volontà del suo assistito di costituirsi parte civile nel caso l’indagato fosse chiamato a giudizio in tribunale. —
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