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scenari alternativi 

Ferretti chiede venga aperta la procedura di comparazione

D.F.

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viareggio. Il 15 gennaio Ferretti Group ha chiesto formalmente, al Tribunale di Lucca, l’apertura di un processo competitivo nella vicenda della richiesta di concordato in bianco presentata da Perini Navi nel maggio scorso. E non è un segreto, ormai, che fin dall’inizio della vicenda è interessato a Perini Navi il cantiere Sanlorenzo. Patron Massimo Perotti si è fatto davanti da subito con una proposta economica intorno ai 50 milioni di euro e con un piano industriale di rilancio della produzione della azienda della grande nautica a vela. Un piano che, nelle scorse settimane, era arrivato all’attenzione degli stessi sindacati che stanno con il fiato sospeso per le scelte della proprietà Perini Navi, oggi nelle mani della “Fenix Srl”, società della famiglia Tabacchi.

Un progetto, quello di Sanlorenzo per Perini Navi, che non prevedeva “spezzatini”, ma manteneva in essere – pur se diversificata – l’attività su entrambi i siti produttivi: quello di Viareggio e quello di La Spezia, in quella Liguria che vede Sanlorenzo avere la propria sede (ad Ameglia). Il cantiere turco è invece fuori da ogni progetto, da quello di Perini e del Fondo di investimento Blue Skye e continuando con tutti gli altri interessati possibili.

Il lavoro non manca, così l’analisi che è arrivata fin sul tavolo del Tribunale fallimentare di Lucca, da qualsiasi lato la vicenda si guardi: cinque imbarcazioni a vela da completare e consegnare impongono una ripresa della produzione nel più breve tempo possibile, considerando che da giugno scorso il personale Perini Navi è in cassa integrazione. Considerando a parte il capitolo delle due imbarcazioni a motore che non sembrano davvero in grado di poter prendere il mare per un susseguirsi di disavventure e che sono state ordinare da due armatori cinesi.

L’ipotesi formulata da Sanlorenzo – così le indiscrezioni che si sono susseguite in questi giorni – davano una possibilità di ripresa del lavoro al massimo nel prossimo mese di marzo, impiegando una buona percentuale del personale ancora in forza a Perini Navi (non sono pochi coloro che, con professionalità tra le più ricercate, hanno optato per le offerte ricevute da altri cantieri).

È innegabile che in casa Perini Navi vi sia preoccupazione sia per la mossa di Ferretti Group che per il piano presentato da Sanlorenzo, entrambi grandi nomi della nautica mondiale che non possono non avere un proprio peso specifico in sede di analisi di tutti i tasselli del puzzle Perini Navi da parte del Tribunale fallimentare di Lucca. E non è escluso che, a breve, alla richiesta di procedura concorsuale avanzata da Ferretti Group non ne segua una analoga di qualche altro marchio potenzialmente interessato, Sanlorenzo compreso. Da qui al 26 gennaio, insomma, i “giochi” appaiono tutt’altro che chiusi. —

D.F.

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