Il sottopontile di Tonfano in balìa degli allagamenti
Se piove molto e c’è il mare mosso i locali finiscono sistematicamente sott’acqua L’assessore Marcucci: situazione complicata, faremo il possibile per risolverla
Luca Basile
PIETRASANTA. Allagamenti, disagi, degrado: il sottopontile di Tonfano, con i suoi spazi chiusi ciclicamente invasi dall’acqua, da anni rappresenta un problema. E un’occasione persa. Lo scriviamo da tempo e ce lo segnalano, spesso, i nostri lettori. Un problema, ad oggi, irrisolto e a quanto pare complicato da risolvere, e questo è l’aspetto più grave, come confermano dal Comune.
«Se si combinano mare mosso e rialzamento, causa maltempo, della falda acquifera, gli allagamenti degli spazi del sottopontile sono un fenomeno naturale su cui possiamo, al momento, fare non molto» fa sapere l’assessore ai lavori pubblici Matteo Marcucci. Precisazione che certo non farà felice il Club Amici del Pontile, l’associazione che ha sede proprio in una delle stanze sottostanti l’infrastruttura e che spesso si ritrova con i locali inagibili. Certo è surreale il fatto che a distanza di dodici anni dall’inaugurazione del pontile non sia ancora stata trovata una cura: possibile che in sede di costruzione e ancora con il pool di tecnici e esperti che si sono succeduti in questi anni non siano state individuate soluzioni per prevenire gli allagamenti?
«Anche le cantine e le taverne delle abitazioni, in determinati contesti e in caso di forti piogge, si allagano: con questo - prosegue Marcucci - non voglio dire che non si possa fare niente e infatti in occasione del prossimo sopralluogo sul pontile da parte di un’azienda di settore saranno fatte alcune valutazioni. Nel frattempo l’affidamento degli spazi dovrà prevedere, per le stesse associazioni, l’obbligatorietà dello svuotamento dell’acqua, tramite pompe, degli ambienti in modo da renderli di nuovo agibili in breve tempo, sempre in caso di allagamenti. Sono situazioni complicate, lo ripeto, ma faremo il possibile per trovare una soluzione».
In realtà ci sono esperti che attribuiscono l’innesco degli allagamenti alle infiltrazioni provenienti dalla rampa del pontile e ancora dal piazzale sovrastante. «Se la causa è la falda o il mare mosso non se ne esce, ma allora troviamo assurdo che abbiano realizzato delle stanze e degli spazi chiusi in quella sede: sarebbe una contraddizione» dicono da Marina.
Sta di fatto che nei sogni di molti residenti di zona il sottopontile più che il desolante acquitrino attuale era stato immaginato come uno spazio dove non solo accogliere le associazioni e favorire in questo modo incontri e attività ricreative per la comunità, ma anche sede di spazi espositivi, di iniziative a favore dei più giovani, di “magazzino” e raduno per i surfisti. —
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