I genitori di Quiesa: «Noi non facciamo politica sui bimbi»
massarosa. I genitori di Quiesa non ci stanno a farsi accusare e rimandano al mittente le parole del sindaco Alberto Coluccini che ieri aveva fatto intendere, neanche velatamente, che dietro alla battaglia per ristrutturare la scuola e rimetterla in funzione ci sarebbero intenti strumentali di opposizione politica.
Ma per il comitato questo non solo non è vero, ma è pure offensivo e per questo hanno scritto una lettera al primo cittadini: «Prima di essere comitatisti, come ci chiama lei, siamo cittadini, genitori e insegnanti di quei bambini che lei ha lasciato per due anni scolastici in balia degli eventi - scrivono - Se noi e la gente, addirittura il parroco, non avessimo tenuto vivo l'interesse a quest'ora Quiesa sarebbe nel dimenticatoio. È vero che ci ha dato degli spazi (sfido a fare diversamente), ma lei pensa veramente di aver risolto sistemandoci alla meno peggio. Abbiamo dovuto attendere un anno per avere stanze all'ufficio Tributi, ma la ragione è stata che si è imposto il distanziamento sociale. Altrimenti i bambini di prima elementare sarebbero ancora lì. Dopo i due unici incontri ci ha letteralmente sbarrato la strada, da maggio 2020 aspettiamo risposte alle Pec. Abbiamo dovuto combattere con quella parte di cittadinanza che ha addirittura augurato il peggio ai nostri figli, agli insegnanti e al personal. La disinformazione che cita nel suo articolo è ampiamente documentata. Si ricordi che lei è al servizio dei cittadini e non il contrario e con questo chiediamo pubblicamente di partecipare al tavolo con l'assessore Stefano Baccelli che lei stesso ha annunciato nei giorni scorsi». —
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