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L’ex sindaco di La Spezia «Capovani era un uomo di libertà e solidarietà»
querceta. Lo ricorda, citandolo. Con nostalgia e rispetto. Giorgio Pagano, ex sindaco di La Spezia, parla di Franco Capovani, il capo degli studenti dell’istituto chimico di Carrara nel Sessantotto, morto a Milano con covid, usando le parole da lui raccolte per una ricerca sugli anni Sessanta.
«Lo zoccolo duro del movimento fu sempre rappresentato dal triangolo La Spezia, Sarzana, Massa-Carrara – raccontava Capovani-. Il fulcro di tutta la contestazione studentesca rispetto ad un territorio che andava da Viareggio a Spezia trovò nel chimico di Carrara il suo riferimento, la sua anima e la sua propulsione. Al Chimico c’era una presenza di studenti fortemente eterogenea da tutti i punti di vista e ciò rappresentò un terreno fertile per sviluppare il movimento studentesco. Il Chimico fu determinante nel diffondere le idee di libertà: libertà di contestare i professori, libertà di disubbidire alla famiglia, libertà di non rispettare le istituzioni, libertà di amare».
Franco, ricorda l’ex sindaco di La Spezia, «fu poi militante di Lotta Continua. Si trasferì per qualche tempo a Bari, per portare la rivoluzione nel Sud. Si stabilì infine a Milano, dove lavorò come tecnico in uno stabilimento farmaceutico e si impegnò nella Cgil e nel Pci. Il partito gli offrì una candidatura alla Camera, ma lui rifiutò: “Sono sempre stato un battitore libero”. Furono rivolte etiche e libertarie dalle mani fragili – racconta ancora Capovani –, mani spietatamente tagliate in una società dove vinse il dominio del denaro. Ma le speranze e i sogni dei ragazzi di allora restano come “segnali del passato” da riportare in scena nel futuro. Perché avevano alla base un’idea di uomo e di attese sul destino dell’uomo, la libertà e la solidarietà di cui parla Capovani, che non potranno mai scomparire». —
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