Progetto per aiutare i ragazzi nella didattica a distanza
Uno sportello di assistenza telefonica, video e un laboratorio didattico all’aperto Così tutti gli studenti del quartiere potranno evitare di rimanere indietro
Gabriele Noli
VIAREGGIO. La prima azione concreta sarà l’apertura di uno sportello telefonico d’assistenza. Perché gli studenti hanno a disposizione gli strumenti informatici per la didattica a distanza ma difficoltà nell’utilizzarli. «Partirà a breve, verrà proposto tre volte a settimana: lo gestirà un nostro ex allieve», spiega Susanna Paoletti, presidente della scuola popolare Pancho Villa, nel presentare uno dei due percorsi su cui si sviluppa il progetto “Elaboriamo il quartiere”. Pensato per il Varignano, penalizzato dalla dispersione scolastica.
Servivano 5mila euro per metterlo in pratica: una cifra non marginale, specie in un periodo così critico (anche economicamente) come questo. E invece, la generosità dei viareggini (e non solo) ne ha reso possibile l’attuazione. In un mese, grazie alla raccolta fondi on line lanciata il 1° dicembre sulla piattaforma “Produzioni dal basso”, sono stati raccolti circa 3700 euro, il 75% del budget stabilito, risultato di oltre cento donazioni. La scadenza era fissata per il 31 gennaio, ma l’associazione - che dal 2009 gestisce un doposcuola gratuito al Varignano per gli alunni di elementari, medie e superiori - ha dimezzato i tempi. Del rimanente 25% si farà carico il Gruppo Banca Etica, che ha selezionato il progetto nell’ambito del bando “Impatto +” concepito con l’intento di aiutare i giovani in difficoltà.
Parallelamente allo sportello verranno realizzati video-tutorial per accorciare il gap tecnologico che penalizza diversi studenti. «Il digital divide è un problema sottovalutato. Non bisogna lasciare indietro nessuno» dice Paoletti.
“Elaboriamo il quartiere” persegue anche un secondo fine: il contrasto all’isolamento dei giovani, dovuto in parte alla riduzione degli spazi di socialità. La pandemia, poi, ha fatto il resto. Da qui, l’intenzione - «non appena la situazione sanitaria lo permetterà» – di avviare un laboratorio di didattica all’aperto: attraverso una serie di attività tematiche, «bambini e ragazzi potranno riscoprire storia, cultura, tradizioni e luoghi naturali del Varignano. L’idea è di realizzare una “Guida del quartiere”, da promuovere in tutta la città».
Il progetto verrà coordinato da un educatore specializzato con il supporto di due ex allievi. «Tre, se riusciremo a reperire altri fondi». Ecco perché, anche se la campagna di crowfunding si è chiusa, permane la possibilità di effettuare altre donazioni. «Siamo già contentissimi così, non ci aspettavamo un risultato simile», commenta la presidente dell’associazione con comprensibile soddisfazione. «Il progetto riguarda un singolo quartiere, ma è stata un’intera città a sostenerlo. Questo sentimento di solidarietà collettiva ci spinge a fare di più e meglio». Perché solo quando il “noi” prevale sull’“io”, accorciare le distanze è davvero possibile. —
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