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Versilia

lutto 

Torre del Lago piange il suo dottore Giuseppe Farnocchia

Donatella Francesconi
Torre del Lago piange il suo dottore Giuseppe Farnocchia

Una vita professionale nei Pronto soccorso toscani L’ultimo saluto nella chiesa di San Giuseppe

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TORRE DEL LAGO. Un fiume di ricordi, parole e condoglianze attraverso i sociale e nei messaggi alla famiglia sintetizzati in due parole cariche di affetto: «Ciao, Doc». Torre del Lago piange Giuseppe Farnocchia, 64 anni, medico bel oltre la professione, una vita professionale trascorsa in più di un Pronto soccorso della Toscana, uno dei primi a salire a bordo di un’ambulanza quando ancora non era attivo il servizio di 118. Ambulanza della Misericordia torrelaghese, Arciconfraternita del cui magistrato Farnocchia era stato membro. «Ci ha lasciati un ottimo medico ,un amico un collega», sono le parole di Antonio Tedeschi, decano dei medici di famiglia nella frazione. Che aggiunge: «Torre del Lago perde un altro pezzo importante della sua storia».

Il saluto di Alberto Pardini, consigliere comunale della Lega, va ad una persona, un medico, che era «una persona vera» che «mancherà tanto alla nostra comunità». A quello di Pardini si aggiunge il ricordo di Riccardo Montanini, ex presidente del consiglio comunale: «Ricordo Farnocchia come un gigante buono, sempre pronto a soluzioni per agevolare i pazienti, un carattere mite, una persona buona, un amico che mancherà a molti pazienti per disponibilità e attenzioni».

Parole analoghe, quelle di Athos Pastechi, a lungo presidente della circoscrizione di Torre del Lago, che ne ricorda «la sofferenza per la malattia che lo aveva colpito, nonostante la quale Giuseppe aveva continuato a lavorare, sempre con una parola per tutti, con la sua grande umanità. Senza togliere niente a nessuno, abbiamo avuto un grande dottore.

Il ricordo si sposta alle lunghe giornate, e nottate, sulle ambulanze: «Non ci credo», sono le parole di Marco Puglisi: «Ti posso solo dire grazie, grazie davvero. Per noi ragazzi alle prime uscite con l'ambulanza sei sempre stato un punto di riferimento, uno stimolo, un orgoglio averti con noi. Perché diciamola tutta, se c'era il Giuseppe Farnocchia il paziente aumentava le sue possibilità di vita». Negli ultimi giorni, ha avuto modo di incontrare il collega anche Giuseppe Pepe, primario del Pronto soccorso del Versilia: «L’ho conosciuto nel momento più difficile per lui e per la sua famiglia. Ho scoperto un uomo ancora molto lucido, che combatteva la malattia cercando di tutelare soprattutto i propri cari. Un uomo professionalmente ancora innamorato e rispettoso del nostro lavoro in Pronto soccorso».

La Misericordia di Torre del Lago saluta il suo «medico e uomo di grande umanità», con queste parole: «Ciò che abbiamo fatto solo per noi stessi muore con noi, ciò che abbiamo fatto per gli altri resta ed è immortale».

E Marco “Gnocchè”, ristoratore, regala una bella immagine: «Quante partite a biliardino (la postazione estiva della Misericordia era accanto alla mia sala giochi). Ci siamo visti, circa 20 giorni fa, siamo rimasti a parlare per un’ora, dovevi essere operato di nuovo. Ciao, Giuseppe».

Il funerale del dottor Farnocchia - che lascia la moglie, Patrizia Cocchi ed i figli Simone e Alessia - è fissato per venerdì 8 gennaio, alle 10, nella chiesa di San Giuseppe. —
 

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