«I migranti abbandonati sulla pista balcanica»
LA DENUNCIA
Porti Aperti, collettivo che riunisce vari gruppi e associazioni versiliesi, denuncia la situazione di drammaticità in cui si trovano migliaia di profughi dopo la chiusura, due giorni prima di Natale, da parte dell’Iom (Organizzazione internazionale per le migrazioni, che gestisce i campi per i rifugiati in Bosnia, con i fondi dell’Unione Europea) del campo provvisorio allestito nell’area di Bihac, su un altopiano isolato e ormai disabitato. I profughi, attacca il collettivo, «vivevano in condizioni inumane, in una struttura senza allacci alla rete fognaria, né corrente elettrica, né riscaldamento».
L’iniziale proposta dello stato bosniaco di trasformare in area rifugio una ex fabbrica vicino la città di Bihac è sin qui «rimasta irrealizzata per la forte opposizione del governo cantonale».
E così, accusa ancora Porti Aperti, «mentre in Italia siamo impegnati in dotte dissertazioni sull’esegesi dei vari decreti e “soffriamo” per la ristrettezza di pranzi e cenoni, centinaia di giovani moriranno di fame, freddo per raggiungere l’Europa lungo la “via della vergogna”, sulla rotta balcanica, dove le violenze delle polizie lasciano segni permanenti. E questo nel silenzio più assordante degli Stati membri che, come l’Italia, anziché organizzare programmi di reinserimento dei rifugiati, finanziano le diverse istituzioni bosniache per bloccare i migranti e confinarli in condizioni disastrose».
Per il collettivo versiliese, «oggi che stiamo sperimentando con la pandemia quanto sia desolante morire soli, abbandoniamo al freddo e alla solitudine centinaia di persone, preparandoci a negare l’asilo a chi riuscisse a sopravvivere, in aperta violazione delle leggi della nostra Repubblica e di quelle dell'Unione Europea».
Aderiscono a Porti Aperti: Casa delle Donne Viareggio, Lega Ambiente Versilia, Gruppo don Lenzi, Associazione Amici della Terra Versilia, Versilia non si Lega, Anpi Viareggio, Viareggio Meticcia, Gruppo Uomini Viareggio, Arci Lucca/Versilia, Licio e Alice Lepore, Andrea Favilla, presidente del consiglio comunale di Camaiore. —
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