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Versilia

Il Comitato salute pubblica: al Serd nessun rispetto per le regole anti-contagio

Il Comitato salute pubblica:  al Serd nessun rispetto per le regole anti-contagio

La denuncia deglia attivisti: «La cosa più grave è che da dietro un pannello in plexiglass, che dovrebbe fungere da protezione per tutti, maneggiano senza nessun altro dispositivo di sicurezza, (guanti e mascherine), boccette vuote, più volte usate, riportate da casa dagli utenti, da riempire passandole tutte sotto lo stesso erogatore»

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VIAREGGIO. «A Viareggio, in via della Gronda, file di ragazzi e ragazze si accalcano fuori l’ingresso del Serd nell’attesa che venga somministrato loro il farmaco necessario a combattere i crampi derivanti dalla dipendenza».

Lo denuncia il Comitato sanità pubblica Versilia, rimarcando «un divario sempre più incolmabile tra i pazienti affetti da patologie di dipendenza e le strutture idonee al loro recupero provocato dai tagli alla sanità e al sociale», con inevitabili ripercussioni sugli operatori ed i pazienti.

Un altro volto dell’emergenza sanitaria. Secondo il Comitato che si occupa di sanità, uno dei luoghi che più dovrebbe fare attenzione al rispetto delle regole, non lo sta facendo. E basano le loro accuse sulle testimonianze degli utenti del Serd. Molti lamentano il mancato rispetto delle regole anti-contagio.
«Ci è stato riferito – attacca il Comitato – che gli addetti alla somministrazione non hanno né camici né mascherine e agli utenti non viene misurata la temperatura, ma la cosa più grave è che da dietro un pannello in plexiglass, che dovrebbe fungere da protezione per tutti, maneggiano senza nessun altro dispositivo di sicurezza, (guanti e mascherine), boccette vuote, più volte usate, riportate da casa dagli utenti, da riempire passandole tutte sotto lo stesso erogatore».

Agli utenti che hanno fatto presente il problema, «è stato risposto che la scelta è dettata da una grande attenzione all’ambiente», precisa ancora il Comitato sanità puubblica, secondo cui si tratta di «mancanze igienico-sanitarie inaudite per un presidio medico sanitario».

Da qui parte la richiesta di attivare urgentemente «tutte le misure preventive necessarie a tutelare la salute degli utenti e a mettere i lavoratori e le lavoratrici di tali servizi in grado di svolgere al meglio il lavoro, dotandoli di camici, mascherine e guanti, monitorizzando la temperatura, utilizzando materiale monouso, compresa la corretta sanificazione degli ambienti, (come previsto dal protocollo della Regione Toscana)».
Il Comitato versiliese auspica che «tali provvedimenti possano essere assunti tali provvedimenti al più presto, perché non devono esistere strutture sanitarie di serie A ed altre di serie B».

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