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Giampaoli: scelte prese da una politica avulsa dalla realtà
La presidente della associazione di categoria in Versilia lancia l’allarme: «Le imprese della ristorazione sono in ginocchio. E anche gli hotel»
viareggio. Chi la conosce ne apprezza la capacità di cogliere le sfaccettature della realtà. Ma questa volta, di fronte al provvedimento pre-natalizio del Governo, per Esmeralda Giampaoli, presidente di Confesercenti Versilia, non c’è sfumatura che tenga: «Un provvedimento che è l’emblema della politica lontana anni luce dalla vita reale».
Sono tanti i ristoranti della Versilia che hanno deciso di non affrontare aperti i 4 giorni in giallo pre vigilia di Natale: «Ma la politica sa che un ristorante deve fare delle scorte e che poi deve anche gestire le rimanenze? E che in quattro giorni apri e chiudi questa è un’impresa ardua? Chi ha preso questa decisione non ha la più pallida idea di cosa significhi rimettere in moto la macchina...».
Un provvedimento, quello del Governo Conte, che Giampaoli bolla con una serie di aggettivi dal tenore inequivocabile: «Paradossale, ridicolo, inadeguato. Paradossale, voglio sottolineare, non tanto per la misura in se stessa, ma per come è stata decisa nei tempi».
Lo sguardo di Confesercenti su cosa sta accadendo al termine dell’anno del virus mostra un quadro drammatico: «Il settore della ristorazione è in ginocchio», continua Giampaoli al telefono con il Tirreno: «Per non parlare di quello alberghiero che è stato piazzato in una sorta di limbo. Blocchi la circolazione delle persone ma non chiudi gli hotel. Strutture che di fatto si ritrovano a non esistere». Dentro una crisi che il Governo italiano «ha deciso di affrontare con strumenti ordinari», ricorda Giampaoli: «Ben diversamente di quanto accaduto in Germania, dove il ristoro è stato chiaro e netto, con il 75% del fatturato dell’anno precedente. Punto. Senza bis, ter, quater, senza colori».
Le aziende del settore turistico - la presidente di Confesercenti Versilia è netta - «non ce la fanno più. Alla dine sopravvive solo chi ha l’immobile di proprietà. Per non parlare dell’impatto devastante dal punto psicologico che la pandemia provoca a tante persone, soprattutto gli anziani ed i giovani. Per la prima volta, io che potevo contare sulla capacità, sviluppata nel corso del tempo e della mia attività, di leggere sempre tra le righe, di distinguere, articolare, mi ritrovo a non poterlo fare, oggi. Perché non ho più davanti il pentagramma, la “griglia” complessiva di riferimento» —
D.F.
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