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Versilia

la sentenza 

Via dal Centro per atti violenti ma il tribunale lo reintegra

Melania Carnevali
Via dal Centro per atti violenti ma il tribunale lo reintegra

Il 30enne nigeriano ospite al Forte era stato escluso dalle misure di accoglienza Ha vinto il ricorso al Tar perché «è un richiedente protezione internazionale»

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Melania Carnevali

forte dei marmi. A settembre era stato cacciato dal centro accoglienza straordinaria gestito dalla Misericordia di Forte dei Marmi per una serie di violazioni delle regole del centro. Nell’ultima, la più grave, su cui però sono ancora in corso gli accertamenti delle forze dell’ordine, avrebbe strattonato e afferrato per il collo un altro ospite, minacciandolo di morte con un coltello. Il trentenne nigeriano richiedente protezione internazionale dovrà però essere reinserito in una struttura. Lo ha deciso il Tar che ha accolto il ricorso presentato dal suo legale, Enrico Melis.

Il tribunale ha annullato il provvedimento prefettizio con cui l’uomo veniva escluso dalle misure di accoglienza. Secondo i giudici «in tema di revoca delle misure di accoglienza a favore di richiedenti protezione internazionale» deve essere disapplicata la norma nazionale in virtù della sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea del novembre 2019 secondo cui uno Stato membro «non può prevedere, tra le sanzioni applicabili a un richiedente il quale compia gravi violazioni delle regole dei centri di accoglienza o ponga in atto comportamenti gravemente violenti, la revoca (nemmeno temporanea) delle condizioni materiali di accoglienza, ferma restando la possibilità del trattenimento disciplinato nell’ordinamento italiano».

Secondo l’avvocato difensore «c’è un problema di raccordo tra la normativa italiana e quella europea». È vero, dice, che «c’erano state delle violazioni di regole del centro. Quando un immigrato arriva in Italia, firma un accordo di convivialità che, in questo caso, non è stato pienamente rispettato. Il punto, però, è che c’è una direttiva europea che esclude categoricamente che si possa adottare nei confronti degli immigranti la revoca delle misure di accoglienza. In Italia manca una disciplina di gradazione. In altre parole: a seconda della violazione non si dovrebbe arrivare direttamente alla revoca, ma, appunto, a una gradazione. L’Italia non ha ancora recepito la direttiva europea, quindi o non si fa niente o c’è la revoca. Il consiglio di Stato, come organo consultivo del governo, si era già pronunciato in questo senso. C’è stata anche una relazione del presidente del consiglio di Stato indirizzata al governo. Ma ancora la direttiva non è stata recepita». Il 30enne, che fino ad oggi è stato in alloggi di fortuna, verrà quindi reinserito in un centro di accoglienza straordinaria della provincia, che non sarà quello di Forte dei Marmi. —

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