Italia
Serinper, il sindaco di Massarosa chiude la seconda casa famiglia
La decisione di Coluccini dopo il sopralluogo nella struttura gestita dalla coop sotto inchiesta: «Situazione molto grave»
MASSAROSA. «Siamo di fronte ad una situazione molto grave. Quello che ho visto non è assolutamente tollerabile. Anche questa struttura è tutt’altro rispetto a quello che veniva descritto e va chiusa, firmerò ordinanza di chiusura». È il commento del sindaco di Massarosa Alberto Coluccini alla fine del sopralluogo, fatto il 18 dicembre, insieme a polizia municipale e Asl, nella casa famiglia Sonrisa di Stiava, gestita da Serinper, la cooperativa al centro di un’inchiesta nella quale si ipotizzano corruzione e presunti maltrattamenti sui minori. Nei giorni scorsi il sindaco aveva già chiuso l’altra struttura gestita dalla coop: l’appartamento protetto per madri con figli minori Claudio Veroni. E l’aveva chiusa sostenendo che «al momento non presenta le caratteristiche minime per il mantenimento dei requisiti autorizzativi per carenze organizzative, assistenziali ed ambientali».
Stesso problema nella casa di Stiava. In entrambe le strutture che avrebbero dovuto accogliere e proteggere mamme con figli in difficoltà, Asl e polizia municipale hanno riscontrato «mancanze, gravi irregolarità e numeri superiori al consentito». I numeri di casa Sonrisa, struttura di tipo residenziale per l’accoglienza di madri in difficoltà con figli minori fino all’età scolare, proprio non tornano. Gli ospiti dovrebbero essere al massimo 11 (5 madri e 6 figli) e invece sono 17.
Nei giorni scorsi, inoltre, una donna livornese che è stata ospite in passato della struttura ha presentato una denuncia ai carabinieri della compagnia di Massa parlando di maltrattamenti (ovviamente da verificare). Ha raccontato di lividi e graffi sul corpo della sua bimba che all’epoca, era il 2017, aveva due anni. Ha raccontato anche di non aver denunciato prima perché fino ad oggi ha pensato fosse colpa sua, come le sarebbe stato detto.
La Procura di Massa, che sta proseguendo le indagini sul presunto sistema di corruzione, è al lavoro anche per far luce sugli aspetti assistenziali, psicologici e sui presunti maltrattamenti, per verificare se i bambini venissero nutriti adeguatamente o meno, se dormissero su giacigli di fortuna (come sarebbe emerso da alcune testimonianza) e se venissero puniti davvero con metodi non proprio ortodossi.
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