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Madre denuncia: lividi e graffi sul corpo della mia bimba
MASSarosa. «Lividi e graffi sul corpo di mia figlia di due anni«. È questo un passaggio, il più significativo, della denuncia presentata ieri pomeriggio al Comando dei carabinieri di Massa Carrara, da una mamma livornese, che è stata ospite di casa Sonrisa, a Massarosa, una delle strutture del gruppo Serinper, oggi sotto inchiesta per corruzione. La donna consegna la copia della querela perché vuole che «tutti sappiano» ciò che le è accaduto da quando, nel 2017, ha messo piede a Sonrisa, incinta di pochi mesi e con una bambina di due anni. Parla solo oggi, perché solo oggi ha realizzato che quello che accadeva in quelle quattro mura «non era colpa sua» e «non era normale».
Inoltre la Procura della Repubblica, che sta proseguendo le indagini, è al lavoro per far luce anche sugli aspetti che riguardavano la vita delle donne inserite nelle case- famiglia gestite della Serinper, la parte assistenziale, psicologica, e quella dei presunti maltrattamenti sui minori, per verificare se i bambini venissero nutriti adeguatamente, se, come raccontano alcune mamme, dormissero su giacigli di fortuna e venissero puniti spesso, con metodi non proprio ortodossi.
«È vero - racconta la donna al Tirreno - avrei dovuto denunciare prima le condizioni in cui trovavo mia figlia quando mi assentavo, i lividi su tutto il corpicino e quei graffi profondi, ma le educatrici mi dicevano che la bambina si faceva male da sola, perché io ero stata una cattiva madre e che ero una povera matta. Minacciavano tutte noi di toglierci i nostri figli, non eravamo credute da nessuno e sapevamo che nessuno ci avrebbe creduto, perché è vero eravamo mamme disperate, con tanti problemi».
La donna apprende dai giornali la scorsa settimana che è stata aperta una inchiesta sulla Serinper e che sono stati messi ai domiciliari i tre titolari . Legge anche alcune testimonianze di mamme, le “manovre di contenimento” effettuate sui minori per farli smettere di piangere, le condizioni di vita precaria nelle strutture di Aulla e di Massa e tutto torna: «Ho come rimesso insieme i pezzi di un puzzle e ora voglio giustizia».
Così, la donna, ieri mattina, si è recata dai carabinieri per denunciare quanto ha visto e quanto accadeva a Casa Sonrisa: «Trovai mia figlia con il corpo pieno di lividi e di graffi- si legge nella denuncia - Era spesso assente, come tramortita, sempre stanca, e una volta quasi non mi riconobbe, piangeva in continuazione, non voleva più mangiare se c'erano le educatrici con noi e un giorno ne trovai una seduta sulla sua schiena, che con il suo peso, le impediva di respirare, perché stava piangendo».
E ancora: «Dovevo farle fare la doccia fredda, perché mancava l'acqua calda; nella mia stanza trovai un coltello e pannolini sporchi. Mi dissero anche che girava droga e che la nascondevano in casa».
Ma c'è anche un altro passaggio della querela sportae su cui la Procura di Massa che conduce le indagini sulla Serinper potrebbe decidere di voler vedere più chiaro: »Appena arrivai a Sonrisa le altre mamme mi dissero di fare attenzione perché c'era un business sulle adozioni dei nostri figli. E quando partorii (il secondogenito, ndr) una delle educatrici mi suggerì di chiamare il bambino Marco (nome di fantasia), non con il nome tunisino che avevo scelto assieme al padre, perché così in futuro non avrebbe avuto problemi». —
Manuela D’Angelo
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