Meteo
Degrado alla scuola di Quiesa: da lì arrivano i topi nelle case
I cittadini hanno chiamato sia Ersu che l’Urp: «Adesso è il momento di intervenire, la situazione è insostenibile»
massarosa
Sono mesi che i cittadini residenti nei pressi della scuola di Quiesa segnalano la presenza di ratti, oggi divenuta una vera e propria invasione.
«Me ne sono trovato una sulla terrazza dove tengo i bidoni della spazzatura ed è stato sconvolgente - racconta Giusy Morreale - ieri ho fatto personalmente segnalazione a Ersu e Urp perché è necessario un intervento mirato il prima possibile in quanto si tratta di animali pericolosi portatori di malattie». I ratti come la maggior parte dei roditori sono estremamente prolifici, possono infatti partorire fino a quindici nidiate l'anno nel caso in cui il cibo sia loro disponibile con continuità.
«Ora la situazione è davvero ingestibile: è un vero e proprio via vai. Ad una mia vicina ne è addirittura caduto uno addosso - afferma Morreale - siamo stati costretti a piazzare del veleno, sappiamo però che questo metodo può essere nocivo anche per gli altri animali, perciò chiediamo con urgenza una derattizzazione per contrastare e risolvere questa condizione che ora è del tutto fuori controllo».
Il maltempo con le sue insistenti piogge che hanno caratterizzato le ultime settimane hanno senza dubbio contribuito a spingere i roditori oltre l'edificio scolastico, in direzione delle abitazioni circostanti: «Ultimamente ne abbiamo avvistati parecchi, si aggirano nei pressi delle nostre case in cerca di cibo, attratti dai bidoni della raccolta differenziata che esponiamo fuori dei cancelli durante la settimana, tenerli fino all'ultimo in altri luoghi non è però una soluzione che permette di tenerli lontani, perché si arrampicano ovunque» osserva la donna.
La scuola di Quiesa è chiusa da ormai quasi 18 mesi e la vegetazione incolta del cortile dell'edificio sommata al canneto circostante hanno creato spazi angusti, un perfetto habitat per i roditori: «I topi ci sono molto tempo, basti pensare che già durante il primo lockdown, quando le maestre di recavano all'interno della scuola per recuperare le loro cose ne avevano avvistato uno morto, ora è giunto il momento di intervenire per garantire ai cittadini la sicurezza» ha concluso Morreale. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
