Il Tirreno

Versilia

politica 

La sinistra: «Su Quiesa Coluccini mente»

2 MINUTI DI LETTURA





massarosa

Scuola di Quiesa, ultimo atto. La Sinistra torna sulla chiusura del plesso dopo il consiglio comunale di venerdì sera, attaccando il sindaco sulla gestione dei finanziamenti. «Abbiamo avuto la conferma delle reali intenzioni di Coluccini - scrivono in una nota - il sindaco sostiene che l’incarico per la progettazione della ristrutturazione sia già stato affidato ma non esiste alcuna determina di aggiudicazione che lo dimostri. Senza l’ulteriore proroga causa della Regione avremmo ormai perso i finanziamenti».

Punto secondo: «Continua la narrazione confusa sulla possibilità di utilizzare contemporaneamente il finanziamento regionale e quello della Fondazione - continuano gli oppositori - tutti sanno, compresi i genitori, che si tratta di scuse già confutate da tempo con la pubblicazione degli atti. Punto terzo: la mozione sulla scuola di Quiesa che Coluccini ha fatto bocciare in Consiglio il luglio scorso era però passata in commissione Lavori Pubblici ed era stata approvata col voto favorevole di tutti i presenti. Punto quarto: Coluccini e la maggioranza quando hanno annullato la gara di affidamento per la direzione dei lavori alla scuola di Quiesa hanno preso una decisione politica, un atto cioè che consentisse loro di procedere ad individuare un progettista di loro gradimento. Le intenzioni erano quelle di ottenere un parere tecnico che dichiarasse insufficiente la cifra di 900.000 euro dei finanziamenti. Punto quinto: Coluccini continua a sventolare il suo programma elettorale nel quale aveva promesso anche di fare subito i lavori alla scuola di Quiesa - concludono - Oggi è tutto più chiaro. Certo, se lo avesse detto prima forse non sarebbe diventato sindaco, la Lega avrebbe forse evitato di portare Massarosa al fallimento». —

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera