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Cna: «Costi ancora alti ma sarà inevitabile adeguarsi»
La direttrice del Caf Brunella Bini: «Se molti non sono ancora in regola è perché devono affrontare troppe spese, ora bisogna stare al passo»
viareggio
«Il fatto che gli artigiani non si siano ancora adeguati è sicuramente dovuto ai costi che, nonostante si dica il contrario, ci sono. Ma credo che a questo punto sia davvero difficile rimanere fuori. Il caschback aiuterà molto a mettersi in regola». A parlare a Il Tirreno è Brunella Bini, direttrice del Caf Cna di Lucca. Gli artigiani, insieme ai professionisti, sono la categoria che più fatica (con le dovute eccezioni) a dotarsi del pos per consentire i pagamenti elettronici. Ma adesso, ne è convinta Bini, «sarà inevitabile che si adeguino».
In Italia, ricorda la direttrice del Caf di Cna «il contante viene utilizzato dai consumatori per pagare circa l’86% delle transazioni nei punti vendita. Questo dato supera di 7 punti la media dell’Eurozona e l’Italia è tra i grandi Paesi europei quello con la percentuale più alta. Per quanto riguarda il valore delle transazioni, il nostro Paese è al di sopra della media dei Paesi Ue di ben 15 punti e, di nuovo, è quello con la percentuale più alta tra le principali economie europee».
E questo è dovuto sicuramente alla mentalità di chi acquista ma anche di chi vende. Il pos d’altronde ha ancora un costo. Ci sono le commissioni per ogni transazione che possono variare dallo 0, 99% fino al 4%. C’è il costo per l’installazione del Pos, se previsto, che può arrivare a un massimo di 100 euro. Poi il canone mensile, anche in questo caso non sempre previsto, che può andare dai 10 ai 50 euro. Infine i costi della linea. «Con il cashback stiamo sicuramente facendo un passo avanti – dice Bini –. Al momento non ci sono ancora molte informazioni. Il sistema non è semplice. La cosa interessante però è che rimangono fuori gli acquisti online e la cosa è sicuramente ben vista perché va a beneficio dei piccoli negozi. Mi auguro che i nostri iscritti facciano questo passo, che si dotino del dispositivo per consentire il pagamento con la moneta elettronica».
Ad oggi, ricorda la direttrice del Caf «sono previsti tre sistemi premiali che, con diverse modalità potranno consentire differenti rimborsi».
C’è l’extra cashback di Natale, quello partito ieri e che durerà fino a fine mese. Poi c’è il cashback che partirà il primo gennaio: ogni 6 mesi, se si effettua un minimo di 50 pagamenti, si riceve il 10% dell’importo speso, fino ad un massimo di 150 euro di rimborso complessivo (ovviamente per semestre). Il rimborso massimo per singola transazione è di 15 euro.
Infine c’è il super cashback, sempre a partire dal primo gennaio: per i primi 100mila cittadini che hanno totalizzato, in un semestre, il maggior numero di transazioni con carte e app di pagamento, fino al concorso di 1. 500 euro per semestre nel periodo di validità del programma. —
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