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Il sindaco Del Dotto: «Abbiamo l’obbligo di continuarne l’opera»
camaiore
«La morte di Paola Pellegrinettti ci getta nella tristezza, pur consapevoli che ciascuno di noi ha l'obbligo civile e morale di proseguire nell'opera, ideale e materiale, che Paola ha intrapreso partendo dalla nostra Versilia», così il ricordo del sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto. Proprio al Teatro dell’Olivo, nel 2019, Pellegrinetti aveva organizzato l’ultimo evento pubblico che l’ha vista protagonista di una racconta fondi destinata al progetto “Nutripa”, in Rwanda.
«Non te ne importava niente se non avevi più un centesimo in tasca. Te lo sapevi che il loro sorriso e la loro felicità sono la ricchezza più grande», è il ricordo sulla pagina Facebook della Fondazione Cristian Larini: «Ma eri te, angelo, folle, libera, senza regole. Nessuno poteva dirti niente, perché agivi d'istinto, solo con il cuore», si conclude il toccante ricordo.
Paola «è stata un eroe», la ricorda così Carla Vivoli, presidente della Croce Verde di Viareggio: «Il suo desiderio era sempre tornare in Africa. Nonostante la sua malattia non mollava mai».
Daniele Taccola, medico dell’ospedale Versilia che l’ha “vissuta” al lavoro prima e come paziente poi, racconta al Tirreno: «Anche da ricoverata non si dava pace per non poter tornare in Africa. Aveva sempre pensato che la sua fine dovesse essere lì. Paola faceva sul serio. Rinunciando alle ferie, ai soldi, ad una vita tranquilla, e soprattutto rischiandola ogni volta che partiva. Non si sa quanti bambini abbia salvato. Sembra centinaia. Sicuramente centinaia. Ma lei non se ne vantava mai».
Simona Barsotti, ex assessore al sociale del Comune di Massarosa, ha conosciuto Paola in un viaggio in Rwanda: «Non dimenticherò mai la sua forza e la sua vicinanza agli ultimi della terra».
E l’amica Patrizia Baroni, tra i tanti commenti su Facebook, aggiunge: «Abbiamo lavorato fianco a fianco nei villaggi africani. Con te tutto diventava più facile. Avevi un sorriso per tutti. La tua Africa piange la perdita di una persona meravigliosa, come te. Riposa in pace mia grande amica. Che il canto dei Masai accompagni il tuo cammino».
Oggi alle 14, alla chiesa della Collegiata, l’ultimo saluto all’infermiera col cuore agli ultimi tra gli ultimi. «La Paola non avrebbe voluto i fiori», così l’appello della Fondazione Cristian Larini: «Quindi faremo una raccolta per il centro Kicukiro in Rwanda, gestito da Bonheur, ad offerta libera».
Bonheur che - ricorda la collega ed amica Sara Franchino - «prosegue in Rwanda il lavoro di Paola, sua erede nel lavoro e nei principi di Paola che si fidava solo di quello che lei stessa sapeva mettere in campo». Perché quello che ha creato Paola Pellegrinetti non deve e non può morire. —
d.f.
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