Il presidio
Alcol e coca sempre più diffusi il Pca rischia di dover chiudere
Il servizio che assiste le persone con problemi di dipendenza non ha soldi per andare avanti proprio mentre i giovani in pericolo sono sempre di più
PIETRASANTA
«Tutti i nostri appelli sono finiti nel vuoto». Parole amare che raccontano di una prospettiva imminente, stop al servizio e fine di un’esperienza lunga 40 anni, per il Progetto Comunità Aperta, la struttura che segue e supporta oltre un centinaio di persone con problemi di dipendenza. «Per noi del Pca non sarà un Natale da ricordare, purtroppo nonostante gli accorati appelli fatti per sensibilizzare i comuni limitrofi sulla nostra situazione, questi sono caduti nel vuoto, persino sua eccellenza il prefetto non ha risposto alle nostre preoccupazioni. Detto dei posti di lavoro a rischio che non sono un dettaglio, rimane l'amaro in bocca - evidenziano i dipendenti del Pca - vedere in queste condizioni un servizio che da oltre 40 anni è presente sul territorio e che ha dato un grande contributo in merito all'assistenza ai tossicodipendenti e in periodi dove i giovani morivano per overdose e aids. Il Pca ha formato moltissimo medici, ha prodotto materiali scientifici, ha promosso, organizzato convegni internazionali sulle tossicodipendenze, ospitando scienziati da ogni parte del mondo».
Una terra, quella della Versilia, sottolineano dalla sede di via Stagi, «inondata da sostanze, lo spaccio giorno e notte, i territori sono presidiati da spacciatori senza scrupoli, con episodi di violenza sconosciute alle cronache, ma nelle pinete accade di tutto. Alcol e cocaina non mancano tra giovani e giovanissimi e allora ci chiediamo come sia possibile che non ci occupiamo più della salute, del futuro, dei giovani. Tutto questo per risparmiare sulla pelle di persone che non sono rappresentate. Un tossicodipendente curato male, costa molto di più alla comunità, in termini economici e sociali - ribadiscono dal Pca - la chiusura del servizio comporterà che molti utenti della Versilia nord si dovranno recare a Viareggio, con tutte le difficoltà del caso, mancherà un presidio nella nostra città dove la cocaina e l'alcol non mancano. La morale di questa storia è che i Sindaci si strappano le vesti sulla sanità accusando le regioni, nel frattempo rileviamo che esistono due sanità una di serie A l'altra di serie B. Evidentemente chi si cura per problemi di droga non merita altrettanta considerazione. Ci sono delle precise responsabilità in tutta questa scandalosa vicenda. Quanto sta accadendo non può essere sottaciuto: la storia del servizio va portata avanti e fatta conoscere. E in questo momento difficile il nostro ringraziamento va al Comitato contro il depotenziamento del Versilia, la Fials che ci hanno sempre mostrato solidarietà».
Mancano, in poche parole, i soldi delle istituzioni per garantire continuità al servizio. Che, a questo punto, nell’indifferenza quasi generale, rischia di chiudere definitivamente già nelle prossime settimane. E a pagarne le più drammatiche conseguenze saranno le persone più deboli e le loro famiglie. Oltre ai lavoratori della struttura. —
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