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Mover disdice l’accordo siglato un mese fa coi sindacati
Dura nota di Filt-Cgil e Fit-Cisl: «Dirigenza aziendale che crea continue tensioni con i lavoratori senza che la società abbia problemi economici»
viareggio
Dopo lunga trattativa, il 26 ottobre scorso tra azienda Mover ed organizzazioni sindacali è stato firmato un accordo della durata di tre mesi «per tutelare i dipendenti dagli effetti economici negativi del Covid», ricordano Filt-Cgil e Fit-Cisl nel rendere noto che «a distanza di un solo mese, il 27 novembre, l’azienda con semplice mail ha comunicato la disdetta di tale accordo con effetto retroattivo». Tutto ciò - sottolineano Edoardo Gandolfo ed Anna Bellotti (Filt-Cgil provincia di Lucca) con Luca Mannini e Chiara Panconi (Fit-Cisl Toscana Nord) «dopo avere fruito dei benefici che l’esecuzione dell’accordo ha prodotto in favore della società durante la sua vigenza». La disdetta, ricordano i sindacalisti di categoria - «costituisce l’ennesimo comportamento antisindacale posto in essere da Mover. L’attuale amministratrice, unica Placida Canozzi, dopo aver nei mesi precedenti ignorato le richieste avanzate dai sindacati circa il rispetto degli accordi sottoscritti questa volta, in spregio alle elementari regolare di concertazione ha addirittura disdettato un accordo dopo solo un mese. Probabilmente Canozzi ritiene che il suo ruolo di amministratrice consista nell’interpretare Penelope, la moglie di Ulisse, che di giorno tesseva il sudario di Laerte e la notte lo disfaceva. Canozzi fa uguale, firma gli accordi di giorno e la notte li disdice». Accordi che «sono un contratto tra due parti, frutto di reciproci impegni, rinunce e compromessi, e vanno rispettati».
La stessa proprietà pubblica di Mover, ovvero il Comune di Viareggio con il suo 60% delle azioni, continua la nota, «rispetta l’accordo/ contratto con il socio privato, l’Impresa del Pistoia che si vede commissionata lavori pubblici per almeno un milione e mezzo di euro all’anno Se la proprietà rispetta tali accordi, non vediamo come la rappresentante della proprietà non debba fare lo stesso con gli accordi sottoscritti con i lavoratori. Una situazione assurda, quella creatasi, che come Filt-Cgil e Fit-Cisl non possiamo ignorare, dato che l’azienda per sua stessa ammissione non ha un problema di liquidità. A noi piuttosto sembra più una prova di forza verso una categoria di lavoratori, spesso non amata dai cittadini, che si è impegnata per contratto a fare il proprio dovere per portare a casa la “pagnotta”. Se poi l’amministratrice ha sbagliato a fare i propri conti non è colpa nostra e sarà un problema della proprietà prenderne atto. In una società a partecipazione pubblica, che non ha problemi economici, non possono continuamente venire meno agli accordi presi. Riteniamo che questo conflitto perenne azienda-lavoratori non sia altro che il sintomo di una dirigenza aziendale incapace a gestire i rapporti umani, creando continui problemi con i lavoratori che non hanno luogo di esistere». —
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