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Comitato tecnico ministeriale per l’accettabilità del rischio

d.f.
Comitato tecnico ministeriale per l’accettabilità del rischio

Tra gli esperti c’è anche Ferruccio Resta, rettore del Politecnico di Milano che in aula per Rfi disse:  «Più rischio a 50 chilometri l’ora»

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viareggio

Un gruppo di lavoro - creato dal ministero dei trasporti nell’agosto di quest’anno - per una attività «finalizzata alla definizione, in via normativa, di una metodologia quantitativa di analisi e valutazione del rischio e di un criterio di accettabilità del rischio ferroviario». Se ne apprende l’esistenza - come sottolineano “Il Mondo che vorrei” ed “Assemblea 29 giugno” perché la determina ministeriale con la quale il gruppo viene creato è uno degli allegati della difesa di Mauro Moretti, ex ad di Rfi ed Fs condannato a 7 anni in primo e secondo grado. Nel ricorso che porta la firma degli avvocati Franco Coppi ed Armando D’Apote si legge: «La determina (del ministero, ndr) certifica senza possibilità di smentita quanto si andava sottolineando con l’impugnazione della sentenza di primo grado e che la Corte di Appello ha liquidato con superficialità, introducendo una distinzione tra limiti di velocità generali, di competenza ministeriale e limiti di velocità tarati sulle specifiche situazioni ambientali, la cui determinazione spetterebbe a Rfi». Una tesi che non ha convinto la Procura generale di Cassazione, secondo la quale «Rfi aveva la competenza per disporre la riduzione di velocità». Ma il gruppo di lavoro ministeriale dice molto di più, sottolineano i familiari delle vittime della strage di Viareggio. Perché tra gli esperti che lo compongono c’è Ferruccio Resta, oggi rettore del Politecnico di Milano, che ascoltato in udienza come consulente di Rfi, sulla velocità dei convogli così disse: «A 50 chilometri l’ora c’è più pericolosità sul trasporto merci, e più traffico sulla gomma che comportano maggiori rischi». —

d.f.

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