Il Tirreno

Versilia

Positivi e senza acqua nell’area da sgomberare

Donatella Francesconi
Positivi e senza acqua nell’area da sgomberare

La storia della comunità di giostrai viareggini che solo nel tardo pomeriggio di ieri, dopo che il Tirreno ha sollecitato gli enti competenti, ha avuto il via libera e restare

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viareggio

Stritolati della burocrazia ai tempi del virus, stretti tra Comune di Viareggio che li vuole sgomberare dal parcheggio di Bicchio e l’Azienda sanitaria che ne dispone le quarantene proprio a quell’indirizzo. È la storia della comunità di giostrai, tutti italiani e tutti residenti a Viareggio sia pur all’indirizzo assegnato a chi non abbia una casa in muratura, ben fissa nel terreno. Chiuse le giostre a Pontedera la comunità si è spostata a Viareggio, comune che - nella sua storia - non ha mai destinato un’area agli spettacoli viaggianti che potesse accogliere, come stabilito dalla legge, sia le attrazioni che i caravan delle imprese che le gestiscono. Così il parcheggio alla periferia della città è diventato il luogo deputato all’accoglienza dei caravan. Fino al 6 novembre quando, rientrati a Viareggio, i giostrai hanno ricevuto i verbali firmati dalla comandante della polizia municipale, Iva Pagni: trattati da campeggiatori abusivi e multati, con obbligo al ripristino dello stato dei luoghi. «Venti giorni senza acqua, adulti e bambini», è la voce di Manuel Canigiani, «fino al momento in cui sono scoppiati i casi di positività nella nostra comunità. E nessuno ci ha considerato, nonostante un contratto con Gaia già stipulato con allaccio pagato». Il Tirreno ha acquisito tutta la documentazione prodotta dai giostrati, comprese le fatture fin qui pagate per lo svuotamento dei liquami. «Noi paghiamo personalmente tutto e non chiediamo niente a nessuno», sottolinea Canigiani: «Ma se ci spostiamo commettiamo un reato perché siamo positivi, e se restiamo pesa su di noi il verbale della polizia municipale che impedisce all’azienda idrica di allacciare l’acqua».

Ieri mattina il Tirreno ha investito della questione (dopo averne già interessato il giorno prima il vice sindaco Federica Manieri) il direttore della zona Distretto Versilia, Alessandro Campani.Il quale ha risposto di «non avere il potere, come Azienda sanitaria di far allacciare l’acqua». Così abbiamo informato della vicenda kafkiana che stava vivendo la comunità di giostrati sia la Regione, gli uffici dell’assessore regionale alla sanità, sia la Prefettura di Lucca. Da entrambi i fronti nel pomeriggio il Tirreno - quando al parcheggio si è presentato ance personale Asl - ha ricevuto risposta in merito al fatto che gli Ente si stavano attivando «per una sistemazione in hotel sanitario» delle persone positive.

Nel tardo pomeriggio, invece, i giostrai hanno ricevuto una autorizzazione, a firma della stessa Pagni, una autorizzazione temporanea a permanere nel parcheggio di Bicchio. Così che questa mattina arriverà l’allaccio dell’acqua. Ancor più vitale vista l’esigenza di mantenere sanificate persone, abiti ed ambienti. —



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