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Meno mascherine a Massarosa Il sindaco: «Non c’è numero fisso»
massarosa
Un nucleo familiare di tre persone e solo 4 mascherine ricevute, di quelle che la Regione ha inviato ai Comuni per la distribuzione ai cittadini. « A Viareggio ne toccano 5 a persona: perché a Massarosa no?», chiede la signora Sara che si è rivolta al Tirreno. Quesito posto anche da Alberto Ramacciotti, ex presidente di Ersu: «In tre abbiamo avuto 4 mascherine». Ramacciotti pone una serie di domande: «Perché il nostro sindaco ne ha tenute circa la metà di scorta? Per le emergenze? E perché ha dato dei quantitativi, suddivisi per frazioni, che divisi per il numero di abitanti davano 2,5 mascherine per abitante? Non avendo indicazioni precise i volontari delle associazioni hanno optato per la soluzione più ragionevole: 2 chirurgiche per ogni abitante e 1 ffp2 per nucleo familiare (indipendentemente dalla composizione del nucleo e dall'età dei componenti). Nonostante l'intervento del Prefetto interessato da vari cittadini, ad oggi chi vuole avere le mascherine che gli spettano deve andare a prenderle in Municipio, in due distinti uffici che dovrebbero essere in grado di valutare il grado di bisogno economico uno, e l'altro il grado di rischio sanitario, di coloro che chiedono, giustamente e anche quello che la Regione Toscana ha destinato loro».
Il sindaco Alberto Coluccini ieri ha spiegato la propria posizione, rivendicando «la volontà di sostenere le persone in difficoltà rendendo la distribuzione dei dispositivi veramente concreta ed efficace». Queste le linee guida che il Comune di Massarosa si è dato: «Consegnare un numero consistente e adeguato a chi ne ha bisogno, avvalendosi dell'esperienza e delle competenze di chi quotidianamente è a contatto con le categorie più in difficoltà, ovvero gli uffici comunali di Urp e sociale e con il contributo delle associazioni di volontariato». Una scelta fatta «cercando la massima efficacia». Principi - sottolinea il Comune - «che seguono alla lettera le indicazioni della Regione, ovvero che i sindaci prendano le decisioni che ritengono migliori per i propri cittadini senza lacci burocrati».
Le risposte di Coluccini seguono all’interrogazione presentata da Damasco Rosi e Simona Barsotti (Pd), i quali hanno sottolineato come il Comune di Massarosa, così facendo, abbia consegnato alle associazioni «solo circa 62mila mascherine, e senza dare altre indicazioni ha chiesto loro di distribuirle ai cittadini. Perchè?». Non esiste - sottolinea il Comune - «nessuna quantità prestabilita che avrebbero dovuto ricevere le associazioni. Le quali hanno ricevuto inizialmente 59.900 mascherine: 50.400 di tipo chirurgico, 9.500 di tipo FFP2 in confezioni differenti e contenenti varie quantità, così come mandate dalla Regione. Successivamente alcune associazioni hanno richiesto ulteriori mascherine, richiesta prontamente accolta dalla amministrazione. Non è richiesto dalla Regione una distribuzione del solito numero di mascherine a cittadino. Non è vero che 5 a persona sia il metodo più equo né il più efficace rispetto all'obiettivo». —
donatella francesconi
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