Versilia in testa all’Asl per numero di casi
Sono 128 i nuovi positivi: la curva dei contagi non si abbassa. Il rischio è che si stia pagando l’ultimo weekend col pienone
VIAREGGIO. I contagi Covid sono sotto controllo, assicura l’Asl. Perché oggi in Versilia si riesce a rintracciare quasi il 100% dei contatti stretti dei positivi al virus: significa che ormai nessuno sfugge più alle maglie. Ma i nuovi casi registrati ogni giorno sono sempre tanti: 128 quelli emersi ieri. Un numero che porta la Versilia in testa nell’intero territorio dell’Asl Nordovest.
La curva dei contagi, insomma, non si abbassa. «Ci vorranno almeno 15-20 giorni per avere miglioramenti apprezzabili», aveva detto la settimana scorsa al Tirreno Franco Barghini, responsabile dell’Igiene pubblica in Versilia. C’è ancora da aspettare.
Questo il numero dei casi suddivisi per territorio comunale: Camaiore 54, Forte dei Marmi 1, Massarosa 10, Pietrasanta 13, Seravezza 4, Viareggio 46. Sempre alto anche il numero dei ricoverati al Versilia: sono 112, di cui 11 in Terapia intensiva.
Ad oggi l’Asl non ha risposte sul perché ci sia una tendenza ancora così spiccata sui nuovi contagi. Non esiste, al momento, una valutazione epidemiologica, che si basi sull’analisi dei dati. Si possono fare solo ipotesi, ragionando sul modo in cui il virus si propaga. E analizzando gli ambienti, cioè i luoghi dove il virus sembra più a suo agio, e i comportamenti, cioè come e se ci si protegge.
Ci sono ambienti che favoriscono la moltiplicazione dei casi, per l’interscambio continuo e la vicinanza tra le persone: si pensi ai cantieri nautici, che in Versilia coinvolgono tantissime persone. Ma lo stesso succede nei luoghi di ritrovo, come ad esempio la Passeggiata. Da questo punto di vista è forte il sospetto – non avvalorato da alcun studio concreto – che la Versilia stia ancora pagando gli ultimi giorni di tana libera tutti, in special modo il fine settimana del 7-8 novembre, quando si registrarono pienoni un po’ ovunque. Di fatto l’ultimo momento di libertà prima di entrare nella zona arancione-rossa. Da allora sono passate due settimane: è esattamente l’intervallo di tempo in cui si sentono gli effetti di una circolazione delle persone ancora diffusa.
Poi, come detto, ci sono i comportamenti. L’uso delle mascherine, il distanziamento, le precauzioni necessarie da prendere soprattutto nei confronti dei più deboli e anziani. Il fatto di non incontrare persone al di fuori del nucleo familiare. Tutti questi comportamenti, se non vengono messi in pratica, aumentano la percentuale di rischio. Ma è difficile poter valutare il numero e il peso dei comportamenti poco responsabili. —
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