Il Tirreno

Versilia

la campagna della regione 

«Nessun under 65 potrà avere dosi in Alta Versilia»

Gabriele Buffoni

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versilia

I vaccini anti-influenzali per i pazienti del Comune di Stazzema e per quelli di molti paesi della montagna seravezzina sono un numero talmente ridotto da non poter essere garantiti per tutti. «La fascia che va dai 65 ai 75 anni corre il rischio di non venire vaccinata quasi per intero – racconta la dottoressa Anna Rita Fiaschi, medico dello stazzemese con oltre 1500 pazienti – mentre per chi va dai 60 ai 65 anni, che da quest’anno avrebbe dovuto essere compreso anche per evitare complicazioni con l’emergenza da Covid-19, sarà impossibile prevedere una vaccinazione: solo in quest’ultima fascia d’età ho 165 pazienti che non saranno protetti».

Un vuoto che investe la comunità montana dell’alta Versilia che, anche a causa dei tanti casi di positività al covid, sta vivendo una situazione preoccupante rispetto anche ad altre zone colpite da questa carenza di vaccini.

«La Toscana – dichiara la dottoressa Fiaschi – aveva inizialmente promesso di aumentare la soglia di dosi a disposizione di un 30% rispetto alle somministrazioni del 2019: per quanto mi riguarda, avendo registrato 480 vaccini l’anno scorso, avrei dovuto averne 624 per i miei pazienti. Proprio quando si stava avvicinando il momento di avviare la campagna vaccinale, nella prima settimana di novembre, l’amministrazione regionale ha fatto un passo indietro comunicandomi che avrò solo il 70% dei vaccini, ossia 336. Appena oltre la metà. Questo perché sono venute a mancare le dosi – rivela Fiaschi – hanno cambiato modalità di distribuzione, basandosi sulle farmacie territoriali, ma non hanno previsto alcun calmiere. Così ci sono colleghi in alcune zone che hanno ottenuto molte più dosi, finendo per mettere in difficoltà altre come la nostra».

Il fenomeno è di semplice spiegazione. «Nonostante le linee guida della Regione stabilissero un massimo di 60 dosi per prenotazione presso una farmacia – spiega il dottor Alessandro Squillace, coordinatore dei medici di famiglia della Versilia – niente ha impedito a medici di prenotare i vaccini in più farmacie raggiungendo in fretta il tetto maggiorato del 30% stabilito inizialmente. Quando poi il quantitativo è stato ridotto, la disparità con chi ancora non aveva prenotato o con chi lo aveva fatto ad una singola farmacia è diventata enorme – dichiara Squillace – sono mancati i controlli della Regione che avrebbero dovuto imporre una prenotazione per medico».

A sollecitare le autorità regionali per porre un rimedio a questa ingente mancanza di vaccini è anche il sindaco di Stazzema Maurizio Verona. «I nostri anziani sono la memoria di questo Comune, ne sono la storia e la ricchezza e il loro amore per i borghi che li ha portati a voler vivere qua – dichiara – ho il dovere di proteggerli e chiedo un rapido intervento perché arrivino in tempi brevi le dosi di vaccino che consentirebbero di intervenire in modo efficace». –



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