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Il Pca scrive al prefetto: «Rischiamo di chiudere nei prossimi giorni»

Luca Basile
Il Pca scrive al prefetto: «Rischiamo di chiudere nei prossimi giorni»

L’sos lanciato dal centro con sede in via Stagi che segue un centinaio di utenti con problemi di dipendenza

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PIETRASANTA

Un grido di allarme che arriva in un momento decisamente complicato dal punto di vista dell’emergenza sanitaria, quello a firma del Progetto Comunità Aperta con sede in via Stagi. Nei giorni scorsi il Pca, che segue oltre un centinaio di persone - sia direttamente che in carico ad altri centri - con problemi di varia dipendenza come droga, alcol e gioco ha infatti scritto alla Prefettura informando del rischio di una prossima chiusura della struttura che attende da tempo quei contributi economici necessari per la gestione ordinaria. Ipotesi, quella della chiusura, che sia pure nota non sembra destare particolare apprensione nelle diverse sedi istituzionali.

Ma il punto che Luca Bonci, presidente del Pca, ha voluto mettere in evidenza nella missiva inoltrata alla prefettura è assolutamente degno di essere preso in considerazione: con l’eventuale chiusura del Pca, infatti, oltre un centinaio di utenti - quasi tutti residenti nella Versilia nord e che necessitano, in molti casi, di un supporto giornaliero - sarebbero costretti a recarsi in analoga struttura a Viareggio. Con tutta una serie di problematiche conseguenti relative all’appesantimento del servizio, alle criticità talvolta in materia di ordine pubblico e al rispetto delle prescrizioni in materia di coronavirus di cui tenere conto. Prescrizioni che già oggi, sempre in via Stagi, impongono ai vari operatori del Pca un monitoraggio di tutte le diverse situazioni relative agli utenti, accurato e altamente professionale.

Il Pca ha dunque voluto mettere la prefettura a conoscenza della situazione e di quello che potrebbe ripercuotersi sul territorio se la struttura, come si teme, dovesse chiudere nei prossimi giorni. Progetto Comunità Aperta che, giusto per fare un esempio, sempre nei prossimi giorni, in quanto senza soldi per pagare la bolletta, potrebbe vedersi già staccare la luce. Uno scenario che dovrebbe fare riflettere: parliamo infatti di una realtà di straordinario impatto sociale e di grande aiuto per le famiglie e che nonostante questo, da diversi anni a questa parte, è costretta a navigare a vista nella gestione con le promesse dei sostegni economici, da parte dei comuni e delle istituzioni, che non sempre vengono rispettate nell’importo promesso e dalle tempistiche di erogazione del contributo incerte. Un modo di procedere che amareggia, ma che soprattutto mette a rischio il futuro di molte persone e delle loro stesse famiglie. —

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