Il presidio
Studenti scendono in piazza contro la didattica a distanza
Alla protesta di ieri mattina organizzata dal collettivo “Il Picchio Rosso” hanno partecipato anche docenti e collaboratori scolastici
PIETRASANTA
Una protesta, quella andata in scena ieri mattina in piazza Duomo, per dire no alla didattica a distanza e per evidenziare, ancora una volta di più se possibile, la precarietà dello stato strutturale delle scuole. Iniziativa, quella a firma del collettivo studentesco “ Il Picchio Rosso”, che ha visto la partecipazione di diverse decine di ragazze e ragazzi, ma anche di docenti e ancora di collaboratori scolastici. «La didattica a distanza è una misura emergenziale che non garantisce il diritto allo studio degli studenti e delimita le metodologie didattiche a disposizione dei docenti. Per non parlare della connessione difficile, degli orari ridotti, della impossibilità di utilizzare i laboratori. Detto questo - aveva rilanciato nei giorni scorsi Amelia Corso fra i referenti della protesta - serve un importante investimento nel settore del trasporto pubblico dopo anni di disinvestimenti. Vogliamo trasporti più efficienti e sicuri, non mezzi vecchi e pericolosi. E vogliamo più investimenti sulla scuola pubblica perché i fondi stanziati dal governo non sono sufficienti per sanare decenni di politiche di tagli all'istruzione pubblica. Servono maggiori investimenti per l'edilizia scolastica. I soldi destinati in estate dal Ministero sono serviti solo per interventi di edilizia leggera che non sono sufficienti per mettere in sicurezza gli edifici scolastici. Ribadiamo che le scuole sicure sono quelle che non cadono a pezzi. Chiediamo più spazi per permettere a studenti e lavoratori della scuola di studiare e lavorare in condizioni di sicurezza».
All’appuntamento hanno risposto present anche Arci, sindacato Fials, Comitato Sanità Pubblica e Progetto Comunità Aperta. —
L.B.
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