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Strage, i familiari: «Il mondo delle imprese difende Moretti»

donatella francesconi
Strage, i familiari: «Il mondo delle imprese difende Moretti»

La risposta al corposo lavoro della associazione delle società per azioni che contesta la condanna della Corte d’Appello di Firenze per l’ex manager Fs

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viareggio

«Perché viene utilizzata una siffatta associazione per uno studio talmente elaborato da essere ritenuto una vera e propria consulenza tecnicamente…politica?»: è la domanda che si pone l’associazione “Il Mondo che vorrei” che riunisce i familiari delle vittime del disastro ferroviario del 29 giugno 2009, 32 vittime, oltre 100 feriti alcuni dei quali porteranno addosso per tutta la vita i segni concreti di quella tragedia. Il riferimento è al corposo documento redatto dalla “Assonime”, associazione delle imprese per azioni, circolato nei giorni scorsi e prodotto per sostenere il ricorso di Mauro Moretti, amministratore delegato di Ferrovie di Stato ai tempi della strage di Viareggio, in questa veste condannato a 7 anni di carcere dalla Corte di Appello di Firenze. Sentenza di secondo grado che si aggiunge alla condanna ricevuta da Moretti in primo grado, dal Tribunale di Lucca, nelle vesti di ex amministratore delegato di Rete ferroviaria italiana, società del Gruppo Fs.

Al centro del lavoro di Assonime la contestazione della tesi per cui la responsabilità può essere attribuita all’amministratore delegato di una holding «sulla base di un asserito ruolo di amministratore di fatto delle società controllate». Ruolo, quest’ultimo, che - nel caso della condanna inflitta a Moretti - secondo Assonime i giudici di Appello non avrebbero dimostrato.

«La tesi dell’associazione», continua la nota a firma del presidente dell’associazione “Il Mondo che vorrei”, Marco Piagentini, è l’assoluzione con formula piena. Quello che ci deve far riflettere sono i tempi cronometrici di soccorso (alla vigilia della Cassazione, udienza fissata per il 2 dicembre prossimo) è un certo disinteresse per i responsabili delle società controllate (Rfi e Trenitalia), anch’essi condannati». Tra le domande che il documento di Assonime suscita ai familiari delle vittime della strage di Viareggio ce n’è anche un’altra: «Perché questa spasmodica difesa per l’ex ad della Holding Fs quando gli altri ad delle società Fs e delle società straniere coinvolte, anch’essi condannati, non vengono riservate le stesse medesime attenzioni?».

Il tema della responsabilità dell’amministratore delegato della capogruppo - fissato nella sentenza dei giudici della Corte d’Appello di Firenze - è sicuramente uno di quelli sui quali si accentrerà l’interesse dei giudici di Cassazione. Così come lo è l’impianto delle due sentenze che riconoscono al disastro ferroviario di Viareggio il contesto di incidente sul lavoro, con la conseguenza di applicare al giudizio tutta la normativa relativa. Tema, questo, che Ferrovie contestano da anni, ed è chiaro il peso che ha la vicenda Viareggio nel riaffermarlo in Tribunale. —

donatella francesconi

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