Sei classi su 12 in quarantena Le Barsanti diventano un caso
Un gruppo di genitori chiedono la chiusura della scuola «Così si riapre in sicurezza» Intanto ieri il sindaco si è confrontato con la direzione
/ pietrasanta
Centoventi studenti obbligatoriamente a casa da giorni, 6 classi su 12 in quarantena, 16 studenti su 25, positivi in una classe. Sono i numeri, aggiornati a ieri, della scuola media Barsanti di Pietrasanta dove il Covid sta creando non poca apprensione all’interno della comunità didattica e in diverse famiglie.
Nella mattinata di ieri il sindaco Alberto Giovannetti e la direzione dell’istituto comprensivo di riferimento si sono parlati per fare il punto della situazione e valutare il da farsi. «Lo ripetiamo da tempo: la scuola va chiusa in modo da fare tutte le riflessioni necessarie per poi riaprirla in un contesto di assoluta sicurezza quando non avremo più a che fare – fanno sapere alcuni dei genitori degli studenti – con quarantene e tamponi. Alcuni, fra mamme e babbi, così come i figli, hanno vari sintomi e da giorni sono in attesa per fare il test. Avere metà scuola obbligatoriamente a casa perché venuta a contatto, direttamente o meno, con il coronavirus, dovrebbe farci capire la rilevanza della problematica. Così come dovrebbe intervenire, con una presa di posizione, anche il sindaco Alberto Giovannetti: non vogliamo fare allarmismo e ribadiamo la nostra fiducia nelle istituzioni, ma bisogna prendere atto che la notizia della sesta sezione messa in quarantena è dato assolutamente da prendere nella dovuta è necessaria considerazione. Chiudiamo la scuola, cerchiamo di capire cosa fare e poi riapriamo».
Fin qui un gruppo di genitori mentre il Comune di Pietrasanta, nei giorni scorsi, si era dichiarato disponibile, parole dell’assessore Francesca Bresciani, «a supportare l’azione di scuola e genitori, fermo restando che un’eventuale chiusura in questa fase è di competenza della Asl. Una riflessione, però, a questo punto, va fatta».
Con lo stesso sindaco Giovannetti che nel frattempo ha invitato Regione e Provincia ad attivarsi per eseguire maggiori controlli all’ingresso degli studenti in classe e ancora a fare tamponi a campione per avere un quadro più attendibile della situazione contagi. E a proposito di controlli preventivi da segnalare che sempre l’amministrazione, su iniziativa dell’assessore Bresciani, ha deciso di acquistare dai quattro ai sei termoscanner da donare ai due istituiti comprensivi cittadini in modo da verificare la temperatura degli studenti al momento dell’ingresso a scuola. Sarà compito delle dirigenze decidere in quali plessi utilizzarli: una procedura che vuole essere una risposta ad un numero di contagi a scuola che è motivo di preoccupazione non solo fra i genitori, ma anche in ambito istituzionale. —
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